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Parte I.
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fatto per concessione dei Principi , e dall’ anhuenzatacita dì essi ha avuto forza nei loro Stati.

111. Che se un Principe vorrà servirsi dei suoiDiritti , e prescrivere qualche formula e solennità perla validità del Contratto del Matrimonio , questo do-vrà celebrarsi nella nuova forma prescritta dal Principe,come puro Contratto.

IV Che fotta questo Principe il Matrimonio al-lora sarà Sacramento , quando sarà stato celebrato ilContratto secondo le sue Leggi .

V. Che il Principe nello stabilire queste Leggi ,quando non abbiano niente di disonesto e di impro-prio . non offende punto la santità del Sacramento ,che accede al Contratto .

VI. Che il Principe non manca al suo dovere, senon fa considerare ai suoi Sudditi nel unirsi in Matri-monio il bene spirituale del Sacramento , di cui po-trebbero in tale occasione prevalersi.

VII. Che questo è quello, che deve appartenerepropriamente alla Chiesa .

Provato pertanto esser tutta del Sovrano fauto-ri tà sul Matrimonio , preso come Contratto , ancorchéinalzato ali’ essere di Sacramento , starà a V. A. R. adeterminarsi , se vorrà riprendere l’esercizio dei di leidiritti, o se vorrà rilasciarlo alla Chiesa , come è statofatto da tanti Sovrani dopo il Concilio di Trento.

Volendo l’A. V. R. riassumere il detto esercizio ,sarà ben degna di lode comune , se farà nota questasua volontà al detto primo Sinodo , perché dalla Chie-sa determinar si possa quello che crederà opportuno ,acciò i Fedeli nel fare il Contratto con quelle Leggiche giudicherà V. A. R. di prescrivere , siano dallaChiesa richiamati, ed obbligati a procurarsi il bene delSacramento , su di che non può contrastarsi alla mede-sima Chiesa tutta fautorità.

Volendo poi imitare la pietà di tanti altri Sovra-ni sempre degni di lode col rilasciare alla Chiesatale esercizio , apparterrà a V. A. R. il determinarecon quali Leggi e condizioni vorrà degnarsi di avertel generosità . Questo potrà farlo in due maniere ; o

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