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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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carità tutto sopporta > e gemere sulla loro disgrazia, perché la carità non si rallegra dell' iniquità , ma,, soltanto della verità . Per quanto quella virtù il coni-,j porta fa di mestieri poi lo scusarli , pregare per loro ,,, edificarli con una condotta dolce e regolata , porre in uso ogni diligenza per disingannarli per quanto si può , o facendo laro vedere quanto siamo lontani dagli errori , e dalle storte mire che ci vengono da,, e (si imputate , o prestando loro dei libri che istrui-» scano solidamente nello spirito della Religione , o coll,3 ispirare loro qualche diffidenza almeno della temerità33 colla quale condannano la Fede e la condotta dei33 loro fratelli. Così paria il ce'ebre M. Le Gros au-tore dell Opuscolo citato, quelli che si vuol tradurreper un uomo che colla più petulante sfrontatesza ispiridisprezzo e abbonimento contro le censure della Chiesa,Si veggano le altre importanti massime che egli spiegasul rispetto dovuto alle supreme potestà , e la obbedien-za , e la fede in tutto ciò che non intacca la fedeltà ,e P obbedienza che si dee a Dio . Ma un uomo pre.venuto , il quale non si è scosso alle toccanti lettereripiene di soda pietà e di gemiti Cristiani , che com-pongono gli Opuscoli IV. e V. dell istesso tomo , nonè in grado di conoscere , finché il Signore non lo con-duce nelle sue vie, che non si può parlare altrimenti;che la Legge di Dio è sempre mai preferibile ai co-mandamenti degli uomini , per quanto sieno costituitinella maggiore dignità e autorità nella Chiesa di Dio .Non sappiamo perù comprendere come msi lOpuscoloIII. di detto Tomo 11 . cada sotto la stessa censura de-gli altri , e si prenda di mira dal Denunziatore collemedesime qualificazioni. D uopo è dire , che la forzadella verità rompe qualche volta contro il nostro volere

quei legami con cui si tenta di renderla schiava delle

erronee immaginazioni degli uòmini . Questo OpuscoloIII. non è; che la Costituzione Unigenitus di ClementeXI. trasportata fedelmente nella volgar tavella . Noi con-vanghiamo in sostanza che questa opera difettosa enella forma e nel fondo sia il pomo della diseo r J

dia gettata nel seno della Chiesa , e ohe oramai per la

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