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esorta in termini a dìsobbeiire. L’Opuscolo allegato èla solita lettera , di cui fi è parlato più sopra sullafallibilità della Chiesa nelle cose di fatto. Nella pa-gina citata si parla di decisione del Papa senta farmenzione di un gran corpo di Vescovi che giudichiuniformememente con esso. Si parla del Formulariovalsi a dire di una questione di fatto in cui non è in.fallibile nemmeno la Chiesa tutta : quindi si aggiungeche quando il Papa ha fatto una decisione che non èconforme allo spirito di verità che assiste la Chiesa , inquesta decisione non dee riscuotere sommissione dai fe-deli . Noi non troviamo nulla di più giusto , di più ra-gionevole di questo discorso . Se non si vuole riconcen-trare la Chiesa nel Papa , o per dir meglio se non sivuole anteporre una decisione del Papa ad una veritàEvangelica , bisogna convenire di quanto si dice nellalettera censurata. Il Denunziatore la rilegga con atten-zione e troverà degli esempj e delle autorità ben fortiivi allegate e dalle divine Scritture e dai Padri e dallaStoria Ecclesiastica , e dal Corpo Canonico , che tutteprovano mirabilmente come dice S. Pietro primo Papa ,che obedire oportet Deo magis quam homindn/s , ondepoi era solito dire il Vescovo e Cardinale S. Pier Da-miani: melius est obedire Domino Papa quam doranoPapre .
Da quello che si. è detto è bene rilevare che laproposizione censurata dal Denunziatore è fatta a capric-cio, e non è precisamente tale nel luogo che si cita.Senza esaminare se siavi altrove diremo , che se ungran corpo di Vescovi eoi suo capo uniformementegiudicano male , non solo si esorterà in termini a di-sabbedirc , ma saremo anzi in coscienza obbligati a far.lo . Noi preghiamo il Denunziatore a leggere la pag.190. e 191. del medesimo Tomo preso di mira ,a dircipoi se quando Gregorio VII. unito ad un gran corpodi Vescovi fece quelle sediziose ed antivangeliche deci-sioni , che messere il Mondo tutto in combustione, fossestato più conforme alla dottrina di Gesù Cristo 1 ‘ obbe-dire o il disobbedire , vale a dire il rivoltarsi contro ilproprio Sovrano secondo la decisione e il comando del
Papa