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inaudita ! O balordaggine insoffribile ? Per verità I' Au-tore della Lettera, o pensa che sotto il pretesto d’i-struire i Pastori nella Dattrina di Agostino , fi cerchid’ insegnarne una del tutto opposta , o che la Dot-trina di S. Agostino non sia adattata per ottenere1’ intenta . Nel primo caso egli è reo della più neracalunnia , e della più insulsa goffaggine. 11 Sovranopropone , che non si ammettano alla Cura , ed ali’amministrazione dei Sacramenti, se non coloro che so-no stati educati, ed ammaestrati nella Dottrina di S-Agostino ; il presumere che nel migliore dei Progetti sinasconda una trama, un insidia contro i Cattolici , iuna calunnia diabolica, è una goffaggine insulsa , per-ché si lascia alla vigilanza dei Vescovi - di lare insegna,
re la vera , e non la Dottrina alterata di S. Agostino.
Nel secondo caso conviene dire , che il Sig. Prelato
sia o il più ignorante , o il più sfacciato degli uomini
nel credere ,' che la Dottrina di S. Agostino protestatada tante Università , e Corpi di Ecclesiastici , spiegatain tante scuole , non sia adattata a formare dei veriCattolici, dei Paroohi istruiti nella scienza del Signore.
lo esporrò il vero spirito , che anima nei suoiprogetti il pio, ed illuminato Sovrano. Una lunghis-sima fatale esperienza ci fa avvertiti , che i maliistruiti Pastori , quelli cioè che hanno nome , e famadi scienziati, cagionano mali affai più fatali dei Paro.chi ignoranti. I più dotti e savj dei (Violinisti hannoaccreditato le perniciose Regole dei Casisti. Al vederela condotta , ed il connivente contegno di costorocreduti dottissimi , gli altri li fanno lecito di cammi-nare sopra le loro tracce , aggiungendo i disordini , chenascono dalla ignoranza , e sovente da un costumenon molto regolare , a quelli che germoglianodelle false massime . Ecco le strade per le quali entrònel Santuario del Signore l' abominazione , che sfiguròdel tutto la bella faccia del Popolo Cristiano. Il So.vrano vide , e compianse tanto male , egli gemettesopra tanti errori accreditati da tanti eserapj , e perun tratto di tempo si lunge ; e conobbe che dissipareP*n E potevano che cui favore di una luce vividisii-
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