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tntta ragione fu detto : Resecipta venerimi , causa,finita est . Ma non sia mai, che fi accordi , che ilsolo giudizio del Vescovo di Roma , e molto meno iDecreti delle Congregazioni , non fieno riformabili ,ove Pevidente bisogno e la polizia della Chiesa lo ri-chiegga . Sono troppi gli esempi , che ci avvisano diquesta necessità . Serva uno per tutti . Che vaglienetanti Decreti per accreditare il culto , e la festa delCuor di Gesù 1 Essi urtano di fronte le più sodemassime della tuona Teologia , e tutti gli arzigogoliideati non bastano a cuoprire la loro irregolarità .
ARTICOLO XV.
Eseguire la progettata Riforma ec. *
C'Iò che desolò la Chiesa di Francia , non fu certaimente l’impegno dei valenti uomini di Porto Reale ,nel sostenere la Dottrina di S. Agostino , ma bensìla cabala dei Molinisti , che col favore di LuigiX/V. giunsero ad opprimere tanti valenti ingegni. Ssnella Francia si pongono in ridicolo le contese deiGiansenisti , e dei Molinisti , la miglior parte siduole nel vedere, che si ride sopra ciò che dovreb-beli piangere amaramente. Le contese sono semprenocive , ma che prevalga il partito peggiore , è cosadegna del comun pianto. Esiliati e deposti eccellen-ti Maestri , le scuole rimasero affidate per to piùai Lazzaristi , degni succedon dei Gesuiti . LaDottrina di costoro spogliata di sodezza e mae-stà , cadde in disprezzo , e questo disprezzo daiPseudo-rilosoiî fu gettato sopra la Religione , motivoper cui tanto si distese lo spirito d’ incredulità , il chenon surebbo saguito , se gli Arnaldi , i Pascal , iNiccole lasciati in pace avessero potuto aprire dellescuole , e lasciare dopo di se uomini formati soprail loro genio. Si applaudì prima ad una Dottrinache lusinga le passioni ; le passioni lusingate non sof-frirono più alcun giogo ; si cadde nella incredulità. Nel
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