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e loro Terziari . Credutemi perà, che il riso eràsardonico , e figlio di un animo esacerbato dauna verità schietta sì , ma offensiva . Molti, iquali fono in carriera per entrare a parte col tem-po ne’ varj ministeri di questa Corte , si arrestaro-no al titolo : qualificarono il libro per un ti-ranno della carità Cristiana/ e non distinguen-do dallo zelo Tastin , e Tinvidia , voltaron la fac-cia per non ricever quei raggi , che principal-mente eran diretti alle loro pupille . Tal sia diloro . So bene , che chi si incammina per gover-nare , e Stati , e Chiesa , deve cercare , e nonfuggire le informazioni , le quali possono dar soc-corso a ben governare : sieno imposture , sieno ca-lunnie , debbon però esaminarne il carattere pri-ma di condannarle . Alcuni hanno fatto tutte ìe>diligenze per rinvenirne non meno fautore , cheil luogo dell' edizione . Non Thanno creduta mer-canzia di Lisbona , ed hanno sospettato , cheil libro in Roma sia concepito , in Roma uscitoalla luce , in Roma mandato in giro ; per al-tro i pacchetti furono portati dal Corriere di Ge-nova , ed una balla a è venuta in questa Doga-na di Ripa.
io. Ecco per tanto in ardenza, ed in moto la mano,e la penna del Signor Abbate Giuseppe Casale fratellodel celebre mulattiere Baccalippa, e Agente in R«-ma della Repubblica per opera del P. Centurione Ge-nerale de’ Gesuiti . Scriv’ egli pih volte, fingen-do commissione di questa Corte , agi’ Inquisituridi Stato in Genova , e raccomanda al loro zelo ,e penetrazione il rinvenire le tracce tutte della spe-dizione , e della edizione . In fatti quel Magistrato neprese tutto Timpegno / ma finalmente non altro po-tè rispondere , se non che gli esemplari del libro era-