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che il T. Malagrida interrogato , se era lecito uccieAere s aggressore dell’ onore , rispose di sì ; maegli nulla sapeva della congiura . Queste sì , chefono parole piene di carità , e di giustizia. Nonavrà già scrupolo il p. Alberti di essersi con-tenuto con troppa riserva nel discolpare la Compa-gni* " t , ' j
Il Padre Gio: Battista Pallida Procuratore per ìle Provincie di Napoli aprì cattedra di storia, edi morale , invitando anche molti alle sue lezio- j
ni - Costui nelle continue assemblee , che tene-va , raccontava pubblicamente tutto il filo dellacongiura , i giusti motivi , eh’ ebbero gli as-sassìni di macchinare contro la vita del Re ,le ingiustizie di questo , e i’innocenza de' Gesuiti .
Le sue bugie però , per essere alquanto mal cu-cite , posero in diffidenza le decisioni presto nonpochi degli ascoltanti , quantunque ei si studiassedi accreditarle colla franchezza nell’ imposturare .Troppo sarei prolisso, se riferir vi volessi distin-tamente tutti i panegirici fatti in questa occasioneal Re , ed al suo Ministero da’ Gesuiti . Tuttierano in moto , tutti in azione , tutti elo-quenti nel tessere apologie , tutti fecondi nell’in-ventare calunnie . Fino il P. Roscovich , depostiì suoi stadi dì verità mattematiche , era tutto oc-cupato nello spacci^ delle menzogne . Introduce-vasi da per tutto col pretesto delia cometa ; mala coda di questa era sempre il discorso del Por-togallo . Mi saprebbe egli dire cosa mai presa-gisca l’insausta cometa colla sua coda ? Io credoche annunzi un gran crollo alla Repubblica deSclipft .
28. A’ Gesuiti facevan eco i Terziari quasi quasicon pari impegno , e libertà . L’insolenza dell’Aba-te