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xo perversità di opinioni sino alla fine de’ secoli. LeOpere Morali de’ MM. RR. PP. Taverna , Gebàt, jCasnedi , Marini , che pubblicate dalla Compagnia 'dopo il Decreto contengono i principi , da cui negermoglia il Peccato Filosofico , benché il vocaboloodioso si taccia , non fanno ancora conoscere qual siaî’obbedienza de’ Gesuiti a i Romani Pontefici ? !
§- XIV.
Innocenzo XII,
li3. La condanna delle famose cinque Proposi-zioni di Giansenio come fu un nuovo scudo allaDottrina della Chiesa Cattolica , così fu unanuova base alla malizia de’ Gesuiti. Dal!' essersiabusato Giansenio della dottrina di S. Agosti*no , presero i Gesuiti occasione d'infamare libera-mente , e annoverare fra i Giansenisti tutti quel-li , i quali attaccati al S. Dottore e Maestro ve-nerabile della Chiesa non favorivano il loro parti-to , non difendevano le novità della Compagnia .Non si perdonava a veruno per santo , per dotto,per eminente che fosse in dignità . Il Giansenismo ,scrisse ad Alessandro Vili. nel 1690. sUniversità dilovanio , è divenuto in oggi un delitto di tuttiquelli , che non hanno delitto. Convenne por freno j
alla petulanza della calunnia, e Innocenzo XII. consuo Decreto de’ 6. Gennaio 1694. sotto precetto diS. Obbedienza vietò di chiamare alcuno col nomeodioso di Giansenista , se non fosse stato convinto ,e dichiarato per tale dal Giudice competente . Un j
simil Decreto aveva già pubblicato Innocenzo XI. j
SI dì 2. di Marzo 1679. Ma il vocabolo d' obUi- ,
dienztt alla S, Sede non suona bene alle orecchie di j
quei.