biltà, I* plebe , i commercian ti , gli attilli ,
gli agricoltori sono i diversi membri , che com-pongono un sì bel corpo , e spartiti fra lor gì*impieghi cospirar debbono alla felicità , ali’ armo-nia della Repubblica , e al buon servigio del Prin-cipe , che la governa dal trono . Ma che farà ,se i membri saranno infetti , o a vicenda siUsurpino l’altrui ministero ì Nascerà nella Repub-blica la confusione , la discordia , la debolezza »
!a povertà ; e sconcertato l’impero languirà nel
trono il Sovrano . Amico , noi siamo nel caso ,in quei domin) , e in quei Regni , dove si
annidano i Gesuiti . Questi s’ ingegnano primiera-mente , se loro riesce , di dar l’oppio ai So-
vrani , affinchè oppressi quelli da qualche letar-go , postan essi diventar l'amma della macchina ,e regolarla a loro talento . Questi Voglion farla
da occhio ingerendosi negli a Lari del ministero e 1del magistrato , e rappresentando ai Sovrani le Iimmagini degli oggetti con quei colori , de' qua- Fli le hanno imbevute coll' umore di quella mali- *gnità, della quale son pregni . Voglion farla da orec-chia , con estere ih formati di tutto ^ e sino di cib jthè pasta nelle case ancor de’ privati, abusandosi,se Ifa d'uopo, de’ ministeri pisi sascrosanti .Voglion farla ■
da cuore con tramandar da una parte alle membra ,
âricor pisi cariote l’umor vitale delle lor mercanzie, [egualmente assorbirne dail’ altra, a mantenere co’ma- 'gazzini, eco’ banchi la perpetua circolazione di que- jIlo sangue delle Repubbliche , succhiandone per ss ••medesimi la parte più sostanziosi , e più pura . Vo- î
glion fare . ma e che voglion mai fare ? Voglion j|
far tutto . Là vendono e pane , e maritozzi, e ciam-belle ; ecco i somari. Là olio, formaggio , salame ;