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forse una confusione perniciosissima nella Repùbblicanon è un danno gravissimo a’ poveri secolari , perli quali manca il guadagno , e non manca il pesodi pagare al regio erario i lor dazi i Non è unconsiderabile infiacchimento del Principato per laperdita delle gabelle * che _ i Gesuiti per molticapi noli pagano ; per la diminuzione nel nume-rò de’ vassalli , i quali o non si ammogliano , opartono dallo Stato marcando loro la sussisten-za ; e per l’accrescimento de’ vagabondi che nontrovano impiègo ?
15 ti Sebbene , che sto iò a perder fiato fo d’uripunto di tanta evidenza ì Basta dare un’ occhiataalla situazione , in cui si trovano le facoltà di questipoveri Religiosi . Le loro ricchezze in Roma , equelle che mostrano , e quelle , che occultano, leloro immense possessioni e tenute , le spese incre-dibili che fanno in questo paese , sono forse sgorgatedalla fontana del Noviziato ì Quanto mai posseggo-no nel Regno di Napoli ! Quanto nella Sicilia SQuanto nella Spagna ! Quanto nella Germania !Quanto nella Polonia ! Le loro ricchezze in tuttiquesti Paesi fono sì esorbitanti , che dovrebberofare aprir gli occhi a i Sovrani . Io rido della gratimoderazione del semplicissimo P. Laynez secondoGenerale della Compagnia . Il Duca di Savoia gliòste rie la fondazione di due Collegi nella Savoia me-desima . Il buon Superiore , che muovea cielo tferra per dilatare il suo Ordine , non si sentì dispo-sto ad accettare queste dùe Fondazioni * e trovò pre-testi per ricusarle. V. Sacch. Star. della Comp. lib. 4.ftura. 66 . e feg-. La Savoia sterile , povera , e senzacommerzìo non era paese da allettar molto lo Zelo del-ia Compagnia di Gesù .
i%t. Non fecero già queste smorfie col Portogallo i
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