tanto confesso a tutti , e ne consegno alle stampeJ’onorata «imitazione .
Ip tal congiuntura un altro errore voglio quiritrattare , cadutomi nel §.22. dell’ Articolo 6- allapag. 289. Il Gesuita , che produsse in Giudiziolà fede falsa sottoscritta con giuramento , non fuil Padre degli Oddi , ma il Padre Senapa Pre-fetto della Sagrestìa . Il Padre degli Oddi ,Superiore allora S o sia Vice - Proposito delGesù , solamente m voce sostenne , e attestò piùvolte al Signor Conte Cardeili il figlio , chej libri richiesti fi erano tempo innanzi bruciatiin un incendio fortuito del loro Archivio . La fe-de esibita in giudizio dal Padre Senapa attestava sol-tanto in genere , che i libri si eran perduti. Pa-rimente il Giudice della causa non era Monsignor de’Rossi , di poi Vicegerente , ora degnissimo Cardina-le ; ma bensì il Vicegerente di quel tempo, cioè Mon-signor Filippo Spada Vescovo di Pesaro . Quanto sodì esser facile a errare , altrettanto so d’esser facile'a rittrattarmi .
Vi prego però , caro Sig. Marchese , a nonconfonder lo sbaglio dell' innocenza eoli’ imposturadella malizia. Gli Scorici più accreditati non fonoimmuni dagli errori di simil fatta . Una verità , laquale per il canale di molte bocche scender debbeali’ orecchie delio Scrittore , soBre talora delle no-tabili alterazioni , le quali deludono l’esattezza, ela sincerità dello Stanco . Merita egli perciò sodioso titolo fi Impofitore}
E poi, la fiducia -, colla quale nel racconto dej fatti ancor freschi mi appello a i testimoni , • cheaqccra vivono , e ancora parlano , vi sembra ella
mai