mai campatîbils-collo spìrito della ealunaiajL In quel-la fiducia non leggete voi più tosto la jj^rsuafionsdi verità ,-da cui è animata la penna , che scrive?I testimoni de’ fatti orribili da me riferiti nel!' Ap-pendice , non sono già persone ignote , 0 di
spirito cosi fiacco , che non potesti da quellitemer de’ rimproveri , se io mentiva sulla lorfede . Non siete voi , Signor Marchese ,il solo testimonio da me citato . Voi vi trova-te lì col numeroso corteggio degli EminentissìmiSerbelloni , Portocarrero, e Conti , de’ Signo-ri Conti Petroni 1 e Carde ili , del Padre Gene-rale degli Agostiniani , Procurator Generale de’Carmelitani , Padre de Luca , Padre Mazza ,de' Signori Magni , Petrocchi , Borgiani , Schian-tarelli , e colla folla di molti altri , i qualigiudicai a me lecito il nominare . Io so da mol-te parti , che alcuni de’ mentovati soggetti so-no stati interrogati dalle persone curiose per con-frontare i miei racconti colle loro testimonianze. Edera cosa ben ovvia , che dovean ftru tali ricerche ,Io medesimo le aspettava, io le bramava sosta cer-tezza , che avrebbero autorizzata la verità de’ mieidetti.
Voi stesso, Signor Marchese , senza un gran-dissimo sforzo mi assolverete dalla taccia di mal'.rzioso calunniatore, quando vogliate degnarvi dinon farmi passare per l’uomo il più grossolano ,che viva fa questa terra . Compiacetevi di ascol-tarmi . Io chiamo reo d’un delitto il P. A sove-sciati , ed ho il coraggio d’interpeiiarne la vostratestimonianza > Non è così ? Ma in qual tempomi appello io alla vostra fede contro d’un Gesui-ta . E’ passato , Signor Marchese , il tempo
cala-