caro Signor Marchése . Se i poveretti avesseropotato discolparsi sii questo punto j avrebbero in-cominciato le discolpe dal Padre Centurioni lorGenerale - Voi già intendeste 'dal!’ Autor delleRiflessióni t pag ; loz. ) mio strettissimo Amico *che il detto Capo dell’ Ordine ebbe il corag-gio , dopo la soletine proibizione * di propor-
re 1’ Istoria del Berruyer per libro spirituale; àsin Cardinale dei S. Offizio Io vi aggiungodi 'pili , ché questo Porporato è un di quelli)thè i Gesuiti chiamano Protettori . de’ Gianse-nisti . Egli sè he ricorda anche ..adesso , é siricorda ^ ché gli su fatta dal Padre Centu-rioni 1’ impertinente proposizione z passeggiandoCon lai nel giardino del suo Palazzo . E lètraduzioni * e ' iè ristampe , e le apologie de-gli errori del Berruyer dopo i Decreti di Ro-
ma , chi le ha fatte ? Gli Eremiti, della Trap*pa ? Chi ha posto questo libro nelle mani di.tante Dame , di tante Monache , di tante sem-
plici ? Forse i “teologi del Prete Janiîi ? Chitiene in Roma il magazzini di questi libri \ di-venuti ormai uri capo di mercanzia ? Forse lAp*paltatore del Tabacco ? Già lo dissi nell’ Ap-
pendice , e ota ve-do ripeto : è il Padre Stè-sami ed , ,’a chi pej aiutarne lo smerciò -, servon?d’ emissari i suoi ConWâtelli, e serviva ancora un cera-to libraro Fallito Pisano di patria j di noihe Palqttà,che girava per Roma ih abito di Pellegrino . IoCompatisco il povero Pasqua ; egli aveva bisognò dipane y e la protezione del P. Teologo • Stefahuccipotea sollevarlo nelle miserie. Tutti sanno , die di-spensa a’ bisognósi abbondanti limoline . Al P. Ste-fir.ucci medesimo non farà forse dispiaciuta 1’ op-portunità del pellegrino straniero • ÀUe occorrenze
vi