IO
della barbarie, amiate della lente del-la filosofia, spignessero il guardo sicurofra le caligini del passato a contempla-re la luce deli’ antichità, non era datodi assegnare il giusto valore all’ opera,quantunque famosa, di cotanto scrittore.Le scienze risurte, coi tipi del Magunzia-no annodarono al mondo antico il mo-derno, colle navi del Genovese tragitta-ron f immensità dell’ Oceano, ascesero alCielo coll’ ali dell’ ingegno del Fiorentino,e si diffusero per tutto l’universo (se ma-le da noi non si giudica ) col movimen-to del secolo in cui viviamo. Sì le scien-ze s’ insinuarono in tutte le istituzionie in tutta la moltiplicità delle arti utiliagli uomini : esse fin del flagello orribiledella guerra supreme regolatrici, trionfan-ti nelle battaglie terrestri e navali, an-ziché strascinare la vittoria sul carro del-la morte, apersero le tombe de’padri dei-fi arti belle, ed esse richiamando al vi-ver civile le degenerate nazioni, ora istrui-scono novellamente i tardi nepoti colle re-liquie de’più gloriosi monumenti del tem-po antico.