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nebbioso, nè brinoso, affaccialo alle regioni delcielo, nè caldo, nè freddo, ma temperato. Oltra a
L’acqua migliore sarà quella che non contenga principieterogenei, che sia insipida e inodorosa, senza colore alcuno.La più pura però non è la preferibile per gli usi della vitaumana, essendo cosa ottima che vi sia ad essa frammista buo-na porzione d’aria ; quindi le acque correnti si debbono usa-re in confronto della distillata. Si conoscerà poi con metodopratico la buona qualità dell’acqua dalla sua leggerezza, dal-lo sciogliersi che fa in essa il sapone, e dal cuocere facil-mente i legumi. Plinio diceva dover l’acqua rassomigliarsiall’aria, ed Erodoto attribuiva la lunga vita di un popoloalla somma leggerezza dell’acqua di cui faceva uso. Fa d’uo-po inoltre conoscere per quali strati di terreno essa passi,essendo ottimi i quarzosi e gli arenosi, non cattivi quelli diargilla pura, pessimi i calcari e marnosi.
La circostanza maggiore che rende una regione insalubreè un suolo paludoso. Yitruvio bastantemente parla su que-sta circostanza per far vedere quanto sin dai tempi più re-moti si conoscevano i danni delie paludi. Fra i moderni mol-ti medici trattarono sui pessimi effetti dei pantani, in mezzo aiquali regnano le febbri intermittenti, le tossi, i catarri, lo scor-lauto; „e per esserne convititi, dice il Martini nella sua Polizia,, medica, basta passare per la provincia di Vercelli ove s’in-,, contrano miserabili creature, tumide il ventre, squallide„F aspetto, di niente stupida; uon diresti mai essere nate„ sotto il sereno cielo d’ Italia, e spirar 1’ aure di quelli,„ le cui onorate gesta riempirono del nome nostro 1’univer-si so ed i secoli Sarà dunque necessario di asciugare que-ste paludi, come insegna Vitruvio, o di abbandonarle comefecero i Salapini. Si deve pur fuggire quel suolo che va sog-getto a frequenti inondazioni, le quali lo fanno divenire pan-tanoso, e pestilenziale nella stagione estiva in cui svolgonsiì gas dalle sostanze che si decomposero sotto alle acque enascono i cattivi effetti delle paludi. Se le inondazioni peròsono regolari come quelle del Nilo, 1’ una distrugge i dan-ni deila precedente, sottraendo il limo all’influsso dei rag-gi solari, e trasportando gran parte delle sostanze già impu-tridite; perciò iu Egitto la peste infuria nella stagione asciut-ta, e cessa quando succedono le inondazioni. — Le valli so-no altresì da abbandonarsi, perciocché se queste sonp colti-vate o boschive, l’aria diviene stagnante c quindi nociva, ese puramente sassose, ripercuotono i raggi del sole e si ac-cresce la temperatura eoa grave danno degli abitanti; e lo