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Tomo I.
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*ion tocchino punto il muro, e che ti rimanga in*torno intorno, e per di sopra delio spazio.. Vuoto *e si pongano riversati, ed abbiano dalia parte cberiguarda la scena i puntoni non meno alti ni mez-zo piede ; e nella* fronte di queste celle vi si la-scino aperti de fori, ne* letti de gradi che vi han-no abbasso, della lunghezza di due piedi con mez-zo piede di altezza

A determinare poi in quali luoghi si abbianoa disegnare in opera codeste celle, si hanno a com-pire cosi ; cioè , se il teatro non sarà di grandeampiezza, si destini alla metà dellaltura dellagradinata, attraverso il giro delle celle ^ che sa-ranno tredici di numero, e fatte a volta -, distantifra loro per dodici intervalli eguali, affinché queituoni, di cui innanzi si era parlato, e che suo-nano il nete-iperboleo ^ si situino per i primi nel-le celle, che sono alle due estremità dei girodambe le parti ; i secondi presso ai due ultimisuonino il diatessaron al nete-diezeugmeno ; i ter-zi, il diatessaron al nete-parameso ; (i) i quarti,il diatessaron al nete-sinemmeno ; i quinti, il dia-tessaron al mese * i sesti, il diatessaron all ipate-meso. In mezzo avvene uno, che è il diatessaronall ipate-ipato. Cosi con tal espediente la voce

- 1 Questo efee qui chiamasi da Yitrùri» nete-faramess^

cotimufiemcare si dice f ararne ss \ forse talvolta era cosi ckia-amo , senza sospettare menda nel Testi»