Volume 
Tomo I.
Page
233
Turn right 90°Turn left 90°
  
  
  
  
  
 
 

. 23g

tidue. Le larghezze de* medesimi non siano piudi due piedi e mezz®, ne meno di'piedi due

tetto del portico , il quale rimane al ter-mine della scalinata facciasi a livello dell" altezza /

della scena ; perciocché la roce vieppiù spandendo-si , arriverà con egual tuono al terminare delli gra-di, ed al tetto. Che se la fabbrica non sarà a li - 1vello, la voce sindebolirà, ove giungerà prima aquella altezza, che è più bassa

quattro palmi minori , td ognuno 'di questi conteneva quat-ti® digiti . Nella pianta qui recata per esempi® ciascuna pre-cinzione resta divisa in dieci parti , ed ogni parte essendo]a larghezza dun grado, si f c stabilita larga due piedi.Rimane a determinarsi lo spazio del ripiano che separa leptecinzioni. Laltezza di questo non c mai maggiore dellasua larghezza , perche dee essere analoga all attezza de gra-di . Avendo dunque determinata la larghezza di un grad®di piedi due, e laltezza di piedi uno ed un quarto, co-desta ragione sarà come 3 2. a xo. Vitrta vio ( /. s. 4. } lavuole regalata da una linea retta che tocchi tutti gli an-goli degradi , per cagione che non resti impedita la voce.Ma Vitrurio non si determina per alcuna misura sulla lar-ghezza di codesto ripiano. Leea-battista Alberti ( Archit.l.s. 7 . ) vuole, «he il ripiano sia il doppi® più largo delgrado, che perciò nellesempio della figura recata sarebbedi piedi quattro. Adunque facendosi 1 analogia 31: x® ; :£4; 4©. sarà alto il ripiano piedi due c mezzo. Vedi ilDiz. Vitr. alla voce FraeciniVurns > oltre la sezione del teatroTav. XI. n. z. )

(