Chi potrebbe averle operate, se non il supremo Creatordell’universo? 0 sarebbero elle emerse da sè stesse dalgrembo del nulla e del caso? E ci sarebbe uomo, cosìcieco e disperato d’ogni ragione, che attribuisse a ciò chenon è una onnipotenza che osa negare a Quello che essen-zialmente è, e da cui è stata fatta ogni cosa?
I popoli più rozzi e barbari intendono il linguaggio deicieli, collocati da Dio sul nostro capo a modo di celestiaraldi, che mai non restano dall’annunziare la sua gran-dezza all’universo. Il loro maestoso silenzio parla la linguadi tutti gli uomini e di tutte le genti, una lingua intesadovunque pasce abitanti la terra. Luogo non c’è nell’uni-verso, per quanto ignoto sia al rimanente degli uomini, chesi sottragga allo splendore di quella possanza, che brillasopra di noi ne’ luminosi globi, onde sono sparsi i campidel cielo. Ecco il primo libro che Dio mostrò agli uomini,per insegnar loro la propria essenza ; ed eglino di primotratto studiarono in esso ciò ch’egli voleva manifestar lorodelle sue perfezioni infinite, e, percossi da meraviglia e ri-verenza alla contemplazione di oggetti sì grandi, si pro-strarono ad adorarne l’Autore onnipossente.
Marsillon.
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Esistenza di Dio, provata dallo spettacolodella natura.
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Senza il fuoco nulla sarebbe animato : non circolereb-bero i fluidi; orrida sarebbe la terra; nessuna creatura vivapotrebbe esistere: senza l’aria il fuoco non avrebbe ali-mento; le piante, gli uomini non potrebbero conservare faloro vita e riprodursi ne’ loro germi. E che mai divente-rebbe 1’ universo, se fiumi o torrenti non fecondassero ilsuo seno? Quale grande, singolare armonia tra la terra el’acqua che l’inalila, tra l'aria che la circonda ed il fuocoche l'anima, tra il ruscelletto e l’erba de’campi, tra il