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gli avvenimenti che chiamiamo celesti disposizioni, in al-cuna di quelle sublimi ed ineffabili emozioni, in cui tro-viamo il fior dell’affetto o del sentimento, di primo trattoesso produce in noi un moto vivissimo di gioja, indi ci faprorompere in lagrime. L’anima nostra, rischiarata da co-testo lampo di luce divina, gioisce nello scoprir da lungila celeste sua patria, e geme nel tempo stesso del suo esi-gilo sulla terra.
Bernardino di Saint-Pierre.
Dio creatore.
Disse Iddio : Sia la luce, e la luce fu ; il firmamentosia, e fu il firmamento; si raccolgano le acque, e le ac-que si raccolsero; brillino nel oielo due gran luminari, ebrillarono; escano gli animali, ed escirono; e così fu diogni altro oggetto creato. Egli disse, e le cose furon fatte,accennò, e furono create. Nulla resiste alla sua voce; e piùpresto che l’ombra non segua il corpo, sorge ogni cosa alcenno dell’Onnipotente. Ma i corpi gettano necessariamentel’ombra loro, e il sole spande i suoi raggi, e Tacque comeda sè stesse zampillano dalla sorgente, e il calore, per cosidire, costringe il fuoco a produrlo: perchè tutti questi og-getti obbediscono a una legge e a una causa che li signo-reggia. Ma tu, o legge suprema, o causa delle cause; tu,padrone dell’opera tua, non operi fuori di te che a normadel tuo volere. Tutto è istessamente un nonnulla nel tuocospetto, nè tu hai debito verso alcuno, nè bisogno di chic-chessia; tutto produci in virtù d’un libero comando, invirtù d’un’eterna sovranità che eserciti sulle tue opere, lequali nò più grande li fanno nè più beato, e che, nè aduna ad una, nè tutte insieme, hanno diritto all’essere cheloro concedi.
Bosstuit,