Il sentimento della divinità.
Il sentimento della divinità ingrandisce, nobilita e con-forta la vita più disagiata e più dura ; mentre a quegli a-nimi, in cui esso non ferve, tutto riesce fiacco, amaro edoloroso, ed anco il fasto e le lusinghe della grandezza.La noja e lo sconforto entrano nel cuore di quell’ uomoda cui esso s'allontana, e a poco a poco tengono lor dietrol’uggia, la malinconia e la disperazione; sicché all’ultimola vita stessa, con tutte le sue pompe e delizie, cessa diparergli lieta e sopportabile, cessando di parergli immor-tale e divina.
Cotesto sentimento, per quanto le nostre società gemanonello scompiglio e nell’ ignoranza del vero, rimane scolpitonel cuore dei figli degli uomini. Esso inspira gli alti ingegni,rivelando loro gli eterni attributi dell’unica Verità: al geo-metra presenta il procedimento ineffàbile dell’infinito, alpoeta il mistero delle armonie, allo storico il soave spetta-colo della virtù. Brilla sui tristi giorni del popolo, e fa che,in mezzo alle magnificenze, il povero sospiri a’ suoi Santicoperti di neve sulle montagne. Erra sul mare immenso, erichiama il marinajo europeo, dai dolci climi dell’India ,ai lidi procellosi dell’Occidente. Agli sventurati concedeuna patria, infonde fervidi desiderj di condizione più lietaa’felici, rabbellisce le nostre culle colla grazia dell’inno-cenza, copre le tombe de’ nostri padri colla speranza dellaimmortalità. In mezzo al frastuono della città, posa su pa-lagi del re, sulla casupola del povero, sui templi della re-ligione ; e spesso mette stanza ne’deserti, ed attrae su nudigreppi gli sguardi ammirati dell’universo. .E voi gli dovetela maestà che vi circonda, o rovine di Grecia e di Roma ,o misteriose piramidi dell’Egitto ! Noi lo cerchiamo senzaposa in mezzo alle irrequiete nostre cure, e quando ci sirivela in qualche atto inopinato di virtù, in alcuno di que-