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La Notte.
Già di tenebre involta e di perigliSola, squallida, mesta alto sedeviSu la timida terra. 11 debil raggioDe le stelle remole e de’ pianeti,
Che nel silenzio camminando vanno,
Rompea gli orrori tuoi, sol quanto è d’uopoA sentirli vie più. Terribi 1 ombraGiganteggiando si vedea salireSu per le case e su per balte torri,
Di teschi antiqui seminate al piede ;
Upupe , gufi, e mostri avversi al Sole,Svolazzavan per essa, e con feraliStridi portavan miserandi augùri;
E lievi dal terreno e smorte fiammeDi su, di giù vagavano per l’aere.Orribilmente tacito ed opaco;
E al sospettoso adultero, che lentoCol cappel su le ciglia, e tutto avvoltoNel mantel se ne già con l’armi ascose,Colpian il core, e lo slrignean d’affanno,.
E fama è ancor che pallide fantasimeLungo le mura dei deserti tetti,
Spargean lungo acutissimo lamentoCui di lonlan, per entro al vasto buio,
1 cani rispondevano ululando.
Parini.