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sti confini del mondo! Lontan lontano, sotto a’miei piedi,guizza e fischia la saetta, e le nubi battute dall’ali dei ventivenendo com’essi a scontro coi turbini, al paro di un altrooceano travolto dalla tempesta, trascorrono interminate en-tro letti senza sponda, e innanzi a questa cima inchinandoil loro orgoglio, si rompono senza posa su questo scoglioimmenso, ma nel mentre che a’suoi piedi ribolle questonero caos, il sole lo incorona di eterni splendori ... e giàla buja notte c discesa da’ cieli, eh’ egli dice ancora a que-ste vette un lungo addio . . . Ivi, mentre m’inebrio ditorrenti di gioja, l’anima mia s'allarga, e al par dello sguardosi distende, e crede, nel bevere quest’ aria di libertà ricu-perare la sua serenità e il suo fulgore. Sì, in questa regionedel cielo le cure pesanti della vita, il disprezzo de’mortalie il loro odio e la loro invidia non accompagnano più l’uo-mo, e appena egli serba un’imagine di questo mondo! Mala tua imagine. o Dio , diffusa in queste grandi opere, ingi-gantisce a’nostri sguardi, mentre noi c’innalziamo verso di-te ... Ed ogni passo ti rivela all’anima solitaria, e il si-lenzio e la notte e l’ombra delle foreste le mormorano som-messamente sublimi secreti; e lo spirito ingolfato in que-sti maravigliosi spettacoli, nella voce de’deserti ascolta ec-celsi arcani ... Ho veduti questi monti vicini al cielo,dove tu risiedi: questa neve, in cui l’aurora si compiacedi seminare le sue rose, e questi tesori dell’.inverno, d’ondeper mille rivolgimenti cento massi di cristallo, che tu conmisura squagli, moltiplicando il lor corso ne’ nostri campiinariditi, vengono ad inaffiare la moribonda verdura. E que-sti rivi pioventi da questi scogli sospesi, e questi torrentirumoreggiami ne’ fessi graniti, sui quali il tempo non havanto ... e tutta la natura è un inno alla tua gloria.