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guerra punica, non rinchiudeva che vittime della conquista,invece di cittadini eguali a quelli della città sovrana. Tuttele guerre che gli Africani mossero a Cartagine altro nonfurono che rivolte di schiavi, o sedizioni di soldati. Perciòi paesi interni dell’Africa ben poco profittarono, pei pro-gressi della loro educazione, dalla scuola severa della patriad’Annibale ; poiché lo scopo di quella città, che permettevaad alcune famiglie di estendere il loro potere oltre le suemura, era piuttosto che ammucchiassero tesori, anzichépropagassero l’esperienza del genere trinano. Le odiose su-perstizioni onde Cartagine lasciossi accecare in fino agli ul-timi momenti, la costumanza infame di mandar a morte isuoi generali tradili dalla fortuna e irreprensibili nel resto:/ in una parola, i suoi modi nei paesi stranieri, chiarisconola crudeltà e l’avarizia di questo Stato aristocratico, chenon cercava che d’aggravare all’intorno di sé un giogoafricano.
A intendere questo carattere di barbarie basta il cono-scere la situazione e la costituzione di Cartagine. Essa, invece di stabilimenti di commercio, come quei de’Fenici ,che le pareano troppo precari, innalzò delle fortezze; e inun’epoca in che il mondo avea fatto tanti progressi, ellanon pretese meno che alla supremazia delle coste, come sel’Africa dovesse tener 1’ universo. Ma, costretta a servirsi dischiavi o di mercenarj, i più de’suoi popoli sdegnaronsi al-fine d’essere barbaramente trattati; e queste rivolte, checominciarono con irose querele, non poteano riuscire che asanguinosi combattimenti e ad odj eterni. Quante volte nonha essa invasa la fertile Sicilia e infrante le porle di Sira cusa ! E da principio, con quale ingiustizia, poiché non fuper altro che in forza d’ un trattato con Serse ! Barbas iausilìarj d’ un re barbaro, s’avanzarono contro un popolo gre-co, e colla lor crudeltà si mostrarono degni della parte cherappresentavano; Selinunte , lrnera., Agrigento (1) cadpno