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I Greci.
I Greci furon quelli che più degli altri coltivarono e per-fezionarono le arti, perchè tutto in quel paese tendeva a que-sto fine. Nel fisico le situazioni più belle, i fenomeni piùgrandi, i quadri più magnifici di fiumi, mari e foreste, divalli fertili e deliziose, di città e porti floridissimi; stati fortied opulenti per le arti più degne dell’uomo, l'agricolturaed il commercio, e tutto ciò, dico, come sotto gli occhi delpoeta e dell’artista. Non lungi, e come in prospettiva, il con-trasto delle fertili campagne dell’Egitto e della Libia , convasti ed ardenti deserti popolati di tigri e di leoni ; più vi-cino il magnifico spettacolo di venti regni sparsi sulle co-ste dell’Asia Minore; da una parte quel ridente e magni-fico quadro delle isole del mare Egeo, e dall’altra i montiinfiammati e l’orribile stretto di Sicilia ; finalmente tuttigli aspetti della natura, ed il compendio dell’universo nellospazio che un viaggiatore può percorrere in meno di un anno.Qual teatro per la poesia e per le arti!
La religione de’ Greci aveva misteri ch’erano pitture de-liziose, cerimonie ch’eran feste ridenti, spettacoli pomposi,in cui l’idea più terribile, cioè la morte e l’avvenire, eraabbellita dalle più brillanti pitture; in una parola, i Greciavevano una religione poetica, di cui i poeti erano gli ora-coli e forse gl’inventori. Questa religione offriva anche delleterribili situazioni, che potevano essere il soggetto di quadripoetici, di tragici componimenti. Oracoli oscuri e terribili,espiazioni sanguinarie, sagrifizj di sangue umano, delitti per-messi o comandati, un contrasto continuo fra le leggi della na-tura e quelle del destino, fra la morale e la religione, in-felici collocati come in uno stretto sull’orlo di due preci-pizj : ecco senza dubbio il sistema religioso più spaventevoleche offrir poteva patetici e terribili soggetti agli artisti.
Luigi JaucourL