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Se il mio punto fatai non è giunto ancora,.Spingerammi a Pluton; ma nullo al mondo,.
Sia vii, sia forte, si soltragge al fato.
Or ti rincasa, e a tuoi lavori intendi,
Alla spola, al pennecchio, e delle ancelleVeglia su l’opre; e a noi, quanti nascemmo.
Fra le dardanie mura, a me primieroLascia i doveri dell'acerba guerra.
Raccolse, al terminar di questi accenti,.
L'elmo dal suolo il generoso Etlorre;
E muta alla magion la via ripreseL’amata donna, riguardando indietro,
E amaramente lagrimando. Giunta
Agli eltorei palagi, ivi raccolte
Trovò le ancelle, e le commosse al pianto..
Ploravan tutto l’ancor vivo Etlorre,
Nella casa d’Eltòr le dolorose,
Rivederlo più mai non si sperandoReduce dalla pugna, e dalle fiereMani scampato de’ robusti Achei.
In che maniera mi pareva eh’ ei giovasse a’ suoi fami-gliati, parte colle sue operazioni, facendosi vedere tal qualera, parte ne’ suoi colloquj, di queste cose io scriverò luttoquello ch’io potrò ricordarmi. Pertanto per quel che appar-tiene agli Iddìi era cosa manifesta eh’ egli operava e par-lava in quella maniera che la sacerdotessa d’Apollo rispondea quelli che l’interrogano sopra il modo di contenersi one’sacrifici, o nel rispetto verso i progenitori, o in qualchealtra cosa somigliante. Imperocché la sacerdotessa d’Apollorisponde che, quegli che opera secondo la legge della città,opera piamente. E così faceva Socrate , e a così fare esortavagli altri, e quelli che fanno diversamente stimava essere