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persone dì una soverchia diligenza ed uomini vani. E’ pre-gava con semplicità gli Iddìi, che gli concedessero quel ch’èbene; siccome sanno gli Dei quali sono le cose buone.Quelli poi che chiedono oro, o argento, o signoria, o altrecose simili, stimava che niente differissero in questa lorodomanda da quelli che pregano pel giuoco, o per una bat-taglia, o per altre cose simili, delle quali non si sa assolu-tamente l’evento. Facendo del suo scarso avere piccoli sa-grifici, stimava di non essere da meno di quelli che delleloro molte e grandi facoltà offerivano molle e gran vittime.Perchè diceva, non essere dicevole agli Dei, il compiacersipiù dei grandi che dei piccoli sacrifici, perchè così benespesso sarebbero loro riusciti più grati i sacrifici de’ mal-vagi che degli uomini dabbene, e che non sarebbe agli uo-mini la vita desiderabile, se de’ malvagi più grate fosseroagli Dei, che degli uomini dabbene le offerte. Ora e’cre-deva che gli Dei si rallegrano assai degli onori che loroprestano gli uomini di maggior pietà; e lodava quel verso:
Agl’ immortali Dei fa sagrifiziSecondo il poter tuo.
E diceva che quelle parole ; Fa secondo il poter tuo,sono un bell’avvertimento, tanto riguardo agli amici e agliospiti, quanto riguardo g qualunque maniera di vivere. Chese gli fosse paruto che alcuna cosa gli fosse significata da-gli Dei, si sarebbe meno persuaso di fare altrimenti daquello che- gli avessero mostrato, che se alcuno avesse presoa persuaderlo di pigliar per guida della strada un cieco, ouno effe non la sapesse, invece d.’un uomo veggente e pra-tico. Ed altri accusava di stoltezza, ehe altra cosa faccianoda quel ciré loro mostrano gli Dei, per evitare il discreditoappresso gli uomini. Egli poi tutte le cose umane dispre-giava in paragone dei divini consigli.
Ammaestrava l’anima e il corpo con-tal maniera di vi-