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Le religioni, che sursero in questo secolo, riuscirono 5come tante legioni per conservare e mantenere la monar-chia romana, ed i pontefici non furon mai dagli altri cotantoben serviti, quanto da costoro, i quali militavano con ognifervore per sostenere la loro autorità, e per agevolare leloro intraprese, onde con ragione di tanti privilegi e pre-rogative gli cumularono. Coloro che sopra tutti in questosecolo si distinsero, furono i frati Predicatori ed i frali Mi-nori. De’ primi, come si è veduto, fu autore Domenico Gi-smano, il quale avendo gran tempo predicato contro gliÀlbigesi, prese nell'anno 1215 la risoluzione con nove suoi,compagni di fondare un ordine di frati Predicatori, con isti-tuto d’impiegar le loro prediche per estirpar Peresie a queltempo moltiplicate in Italia ed in Francia . Portossi Dome-nico a papa Innocenzio HI per ottener la conferma del suoordine, ma il papa differì raccordarla, e lui morto, ciò chenon fece Innocenzio, ottennero da Onorio III suo succes-sore, il quale nell’anno 1216 lo confermò ed acconsentì,che que’religiosi lasciassero l’abito di canonici regolari daessi sino a quel tempo portato e prendessero un abito par-ticolare, ed osservassero nuove costituzioni.
D’altra parte Francesco, pur egli mercatante d’Assisi ,lasciato Pietro Bernardone suo padre a mercatantare, ab-bandonò ogni cura mondana, ed applicatosi ad una vitatutta apostolica, fece anch’egli professione d’una povertàvolontaria, e coll’ esemplarità de’ suoi innocenti costumiavendo tirati molti compagni a vivere in mendicità, e adimpiegarsi ad opere di carità, accresceva il numero più congli esempi di una vita innocente ed austera, che colle pre-diche e sermoni: non molto impacciandosi perciò, nè de-clamando contro i corrotti costumi degli ecclesiastici, nèentrandogli in pensiero senza missione d’andar predicandoed insegnando la sua riforma, fu tutto ubbidiente alla sedeapostolica; onde, avendo distesa nell’anno 1208 una nuovaregola per li suoi frali, la volle presentare al papa per rL-