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Degli effetti, che cagionò all’Italia il Regnodi Luigi XIV .
Lascerò ad altri decidere, se il gran Colbert col pro-muovere tanto il commercio e le arti, quanto ei le promosse,abbia procurato alla Francia un vantaggio stabile e reale,e indebolite di fatto per questa via le emole e vicine po-tenze: ma dirò bensì di sicuro, ch’egli fece all’Italia , dellaquale separatamente non aveano i Francesi di che temere,una piaga profonda ed incurabile, la quale dal tempo diColbert in appresso cedette pressoché in tutte le cosedi pregio alla Francia , e peggiorò di condizione e di gloriain maniera inestimabile. Gli studj e la cultura delle arti,la dottrina e le cognizioni, e tutte le qualità utili e dilet-tevoli, siccome quelle che naturalmente si sostengono e sipromuovono da per sè, non possono far di meno che arre-care a ehi le professa e le possiede comodi e distinzioni efacoltà. Così in Atene , in Roma ed in Firenze le belle articominciarono a fiorire prima che vi fosse chi pensasse afavorirle deliberatamente. Ma quando in una vasta e popo-lata provincia il governo s’impegna a promuoverle, i pro-gressi vi debbono riuscire maravigliosi. Or avendo il re'Luigi XIV , e i suoi ministri trovati già rimossi i primiostacoli, e spianata largamente la strada all’avanzamentodelle arti amate, e favorite più d’un secolo avanti da Fran cesco I e Arrigo IV, e non trascurate, nè scadute sicura-mente sotto Luigi XIII ; era ben facile, che con quel di-chiarato favore, con cui Colbert si diede a promuoverle,esse crescessero sotto un regno ne’ suoi principj sì gloriosoe felice, e di tanta riputazione per tutta Europa . La po-tenza reale d’ uno Stato dipende in gran parte dall’opinioneche altri abbia della stessa di lui potenza; e si direbbe ve-rissimamente, pussunt, quia posse vulentur. Però quantunquefosse difficile, che il governo ^Francese con tutta la libera-