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Oggi si apprezza molto un buon artigiano (*), e così sarà nell’avvenire;di leggeri egli trova lavoro rimunerativo ( ! ) e dovunque è ben accettato.Migliaia di commessi si contentano di un posto di milleduecento franchiall’anno: ad un buon operaio si paga volentieri un salario più alto. E’ raroil caso che un impiegato d’ufficio s’elevi ad uno stato d’assoluta indipen-denza, ciò che per un artigiano capace ed industrioso non è punto difficile;in ogni modo, per costui la vita sarà sempre migliore di quella d’un qua-lunque scribaccino.
E non si creda di far sempre bene ad evitare a’ propri figli gli sforzifisici, le fatiche ed i patimenti che 1’ apprendimento e l’esercizio di unmestiere portano inevitabilmente seco ; poiché ogni professione ha il suolato buono ed il suo lato cattivo, e coloro che cercano di scansare la fa-tica delle membra ed il saio del lavoratore vanno spesso incontro a disin-ganni e ad umiliazioni maggiori.
Si dà anche il caso (e lo vogliamo accennare perchè frequentissimo danoi) che un bravo ed onesto operaio, padre di famiglia non domanderebbedi meglio che collocare suo figlio a tirocinio ; ma per le istrettezze finan-ziarie in cui si dibatte, non sa resistere alla tentazione di cacciarlo nellafabbrica o nell’officina a far da commissionario o da bracciante, perchècosì, senza subire un tirocinio qual che sia, il ragazzo gli procaccia, sindal primo dì, qualche provvidenziale sommetta. Naturalmente, anche questoè un gran male. Quei genitore e quel ragazzo espieranno poi duramente leconseguenze della loro funesta negligenza o dissennatezza. Come fuggonogli anni durante i quali il figliuolo occupa, per il solito ridicolissimo sa-lario, il suo meschinissimo posto ! Di soccorrere i genitori, non c’è a parlarsul serio; ed i vent’anni s’avanzan rapidi ed inesorabili. Eccoli: ed ilfigliuolo è tuttavia senza mestiere. La coscienza si rischiara, si comincia aveder l’imprevidenza con cui si è agito e l’errore che si è commesso. Conquant’amarezza vibra allora all’orecchio la triste esclamazione : — Troppotardi !
Il tempo è trascorso ; l’ora in cui un miglioramento di vita sarebbestato possibile, è sonata. Adesso non si può e non si vuole tornare indietroad iniziare un pesante tirocinio. L’età è troppo avanzata per apprender unmestiere, e così, immancabilmente, si va a gonfiare le già grosse file deidisgraziati che, per uno scarno salario, debbono lottare, senza mai avereun’occupazione fissa, oggi qua e domani là, campando un dì per 1’ altro,miseramente, cenciosamente... E quando non avrà più lavoro e s’arrabat-terà per trovarlo, quante volte lo sventurato sentirà risoluta e beffarda larisposta : — Non vogliamo dei senza-mestiere, noi ; ne abbiamo già troppidi costoro ! E quando la dura stagione s’avvicina, apportando difficoltà eprivazione di lavoro, l’infelice piomberà nella miseria più tetra e vi affo-
(') Chi esercita un’arte manuale o meccanica; operaio.( 2 ) Che dà ricompensa, rimunerazione.