IML VERNINO nLMfflfE
PERNII
C IN 0
COHO
QAU'AftAT£
IEZIA
NOVARA'
vopf
‘HlOOC/A
HHJW/A v \j
le ^
;rem'
:asalz
/adhia
piacen;
voghura
ALEiSANORtA
MIRANDOLA
•ERRARA
Z
Già da oltre un quarto di secolo si parlava di aprire una linea di naviga-zione fluviale, onde congiungere il Lago Maggiore al Mare Adriatico , usufruendodei corsi d’acqua del Ticino e del Po.
Il viaggio per acqua delle merci povere (quelle, cioè, che, con un grandevolume e peso, non hanno un valore molto rilevante) costa, infatti, assai menoper acqua che per terra.
Diceva Colbert ( 4 ) che il fiume è una strada che viaggia. Nella discesa, in-fatti, il convoglio dei barconi carichi di merci è trascinato in giù dal propriopeso e dalla corrente. Per risalire poi il corso del fiume, basta al convogliodei natanti ( 2 ) una forza motrice relativamente piccola, l’attrito o resistenza chedeve vincere il veicolo viaggiante per acqua essendo molto minore di quelloche deve vincere il veicolo viaggiando per terra.
Ma, pur essendo tutti persuasi dell’ esattezza di questi ragionamenti, lacausa della navigazione interna veniva pressoché ignorata dal pubblico e pococurata dalle Autorità.
La guerra, facendo salire ad altissimi prezzi il carbon fossile, e quindi itrasporti ferroviari, ha insegnato, con dura lezione, ai popoli, la necessità diricavare tutto il profitto possibile dalle risorse naturali (cadute d’acqua, corsidi fiume, depositi di lignite, di torba, ecc.) da essi possedute.
In Italia , dove il carbon fossile dopo la guerra è salito a prezzi vertigi-nosi, l’idea della navigazione interna ha fatto in pochi mesi assai più camminodi quello che avesse fatto prima in un quarto di secolo.