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Scrisse Stefano Franscini nella sua « Svizzera Italiana » : « Il Ticinese,che presso molti degli oltramontani passa per pigro e neghittoso, per unsemilazzarone, chi ben lo consideri nella sua vita, nelle fatiche e negli stenti,è dei più laboriosi e pazienti uomini della terra. Non c’è mestiere aspro epesante che valga a scoraggiarlo. Le più prolungate e dure privazioni sonoda lui sopportate con coraggio e perseveranza mirabili... ».
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Questo per gli abitanti. Quanto al Cantone nel suo complesso, alcuniautori considerano il Ticino come un vero microcosmo nel f 1 ) seno dellagrande famiglia elvetica .
Il Ticino è infatti diviso dalla Confederazione da barriere quasi insor-montabili, alcune naturali e altre create dagli uomini.
Svizzera francese e Svizzera tedesca non hanno confini pronunziati : ilvisitatore passa da un Cantone all’altro, dall'una all’altra regione, senzaaccorgersi del cambiamento di regione, senza avvertire un improvviso eradicale mutamento di usi e costumi. Il passaggio dalle terre tedesche alleterre romande è preparato da una serie insensibile di sfumature, che fannoimpallidire grado grado ogni tinta caratteristica e preparano alla vista delnuovo paesaggio e delle nuove popolazioni.
Chi invece attraversa il Gottardo, a un tratto piomba in terra dagliusi, dai costumi, dalla favella e dal modo di sentire, di concepire e dioperare improvvisamente diversi.
Se col nord il Ticino ha una netta divisione etnica e geografica, colsud ha una netta e profonda divisione politico-doganale.
Se poi alle difficoltà etnico-geografiche aggiungiamo le esagerate tariffedi trasporto attraverso il Gottardo, ognuno potrà facilmente intuire in qualicondizioni di vita dev’esser cresciuta la industria del «microcosmo» ticinese .
('-) Microcosmo, piccolo mondo, compendio dell’universo.