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Come il sol che nel suo giroMai non perde il suo colore,Ove vado ho in cor l’amoreDella patria libertà.
I Ticinesi, sia in patria sia all’ estero, hanno sempre dato prova digrande fierezza repubblicana e di vivissimo attaccamento all’amata nostraConfederazione,
Quando la disgrazia ha bussato alle nostre porte od a quelle dei con-fratelli d’oltr’Alpi , i Ticinesi, di qualunque condizione sociale ed ovunqueresidenti, hanno sempre dato generosamente il loro obolo.
E quando la patria ha chiamato alle armi per la difesa della sua li-bertà e del suo territorio, tutti in massa i nostri fratelli sparsi per il mondosono rimpatriati, tutti quanti i Ticinesi dimoranti nel Cantone hanno ri-sposto all’appello.
La prova del 1914 è stata eloquente nella sua spontanea semplicità.Ma una prova forse ancora più bella si ebbe nel 1856, al tempo del con-fitto di Neuchàtel . Si trattava nientemeno che di resistere alla Prussia, laquale voleva imporre con le armi la propria volontà alla nostra Confede-razione.
In quella occasione il Ticino balzò in piedi per la difesa dei minac-ciati confini elvetici e chiese al Consiglio Federale che ai soldati ticinesi fosse concesso l’onore di battersi in prima fila contro i Prussiani. La do-manda fu accolta, e difatti, sul Reno , agli avamposti, pronti pei primi aresistere all’urto delle soldatesche del Re di Prussia, si schierarono i cara-binieri ticinesi agli ordini del bravo colonnello Fogliardi.
Questi fatti gloriosi vanno ricordati ai giovani ticinesi, perchè imparinoa portare alto il capo di fronte ai fratelli confederati , e sappiano che ilnome ticinese è degno della più grande stima e del più grande onore.