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A Le Opere della Creazione.
Fredda, profonda oscurità coprivaL’orbe nei vasti abissi,
Ove l’orrendo vortice muggivaDei confusi elementi;
Ma sul Caos del Signor la voce udissi,E tosto dalle tenebre a torrentiLa prima luce uscì.
Indi il Senno divinoAi mondi innumerevoli prescrisseImmutabil cammino,c Compose all’almo SoleDi lampi fulgidissimi la chioma,
Ed alla notte bruna,
Come 'specchio del Sol, diede la Luna .Poi sulla terra squallida disceseLo spirto animatore.
Ecco le piante sorgonoIn variata schiera;
Ecco vermiglia e candidaLa vaga primavera,
Col lusinghevol fiatoVeste d’erbette il pratoE d’olezzanti fior.
Obbedienti innalzanoLe verdi cime i monti :
I ruscelletti sgorganoDalle dischiuse fonti;
Tutto è bellezza e riso:
Eguale al ParadisoParve la terra allor.
Fuor delle glebe arditoAlza la fulva testa,
Ed ecchsggiar fa il lite»
D’altissimo ruggito
II re della foresta.