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Il libro dell'adolescenza : ridotto ad uso della gioventù ticinese / compilato da Achille Mauri
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a questo si avvicinasse. Incorrotto ne costumi, non cercòricchezze, non onori ; visse coi poveri e pei poveri : passòbeneficando; amico che piange alla morie di Lazzaro, e la-sciasi addormentar Giovanni sul seno; tollerante, qual simostrò colla Cananea , colladultera, colla Maddalena;amante della patria, su cui geme prevedendo i futuri di-sastri; candido e ingenuo come i bambini che a intornoraccoglie; eppur robusto fino a sostenere la morte e unatal morte; 1 ultimo suo anelito è una voce di misericordia,un perdono a chi 1uccide.

Chi mai lantichità pagana può mettergli a fronte? So­ crate , il più santo fra i savii ? ma che ha a fare la sua fi-losofia schernevole e duliitosa coll'operante e caritatevoledi Cristo? Quegli poteva prevedere che glincessanti assaltida lui portati ai costumi, alla dottrina, alle credenze delsuo tempo gli tornerebbero in pericolo; e il tafano attac-catosi al cavallo potente e generoso, dovea temere la manoche un giorno o laltro lo schiaccerebbe. E generoso il modocon cui egli incontra la condanna, ma nella morte stessa,avanti ai giudici, non professa che un dubbio sullimmor-talità ; talché Rousseau esclama : Se la fine, di Socrate èquella d un giusto, la fine di Cristo è quella dun Dio (1).

0 tementi de lira ventura,

Cheti e gravi oggi al tempio moviamoCome gente che pensi a sventuraChe improvviso sintese annunziar.Non saspetti di squilla il richiamo:Noi concede il mestissimo rito:

Qual di donna che piange il maritoÈ la vesta del vedovo aitar.

(1) La sola insensata e sprezzante prevenzione di Giblon trova moltosuperiore Socrate , perchè non mostra alcun segno di impazienza e di .spe-ranza come fa Cristo col Dio , Dio , perché mi hai abbandonato?