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Tirannide di Alessandro de’Medici .
(Clemente VII , sussidiato' (latrarmi dell’imperatore Carlo V ;riuscì a rintegrare la sua famiglia in Firenze , dove, spentigli antichi ordini repubblicani, fu proclamato duca Ales sandro Medici , giovane di perduti costumi. Coni" egli go-vernasse- il nuovo suo Stato, emerge dal quadro seguente,che qui si è posto, perchè serve a far ritratto di que‘mi-seri tempi).
Giunto che fu in Firenze , perchè non si avesse a dubi-tare s’egli era tiranno, levata via ogni civiltà ed ogni reli-quia, e nome di repubblica, e come fosse necessario peresser tiranno non essere meno empio di Nerone , nè menoodiatore degli uomini o lussurioso di Caligola , nè menocrudele di Falaride , cercò di superare le scelleratezze di tutti.Perchè, oltre alle crudeltà usale ne' cittadini, che non fu-rono punto inferiori alle loro, superò nel far morire la ma-dre, 1’ empietà di Nerone : perchè Nerone lo fece per timoredello Stato e della vita sua, e per prevenire quello chedubitava non fosse fatto a lui; ma Alessandro commessetale scelleratezza solo per mera crudeltà e inumanità, comelo dirò appresso. Nè fu punto inferiore a Caligola col vili-pendere, beffare e straziare i cittadini con gli adulterii, conle violenze, con le parole villane e con le minacce chesono agli uomini che stiman l’onore, più dure a sopportareche la morte, con la quale alfine li perseguitava. Superòla crudeltà di Falaride di gran lunga: perchè dove Falaride punì con giusta pena Perdio della crudele invenzione pertormentare e far morire gli uomini miseramente nel torodi bronzo, si può pensare che Alessandro l’avrebbe premiatose fosse stato al suo tempo; poiché egli medesimo cogitavae trovava nuove sorti di tormenti e morte: come, muraregli uomini vivi in luoghi così angusti, che non si potes-