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gli studj de’ Francesi , e più attente a profittare del geniomutabile di quella nazione ; laonde trovarono presto la viadi rifarsi del pregiudizio che la Francia avca loro fatto efacea nelle arti e nel commercio. Ma gl'italiani, che nonpoterono fare altrettanto, «non solamente seguitarono grantempo a far colla Francia un commercio passivo, ma lostesso fecero in breve con molle altre nazioni; e l’Italia ,che uno o due secoli prima era stala maestra del costume,e legislatrice del buon gusto e delle arti al restante d’Eu ropa , divenne piuttosto serva che imitatrice delle usanzestraniere; ed invece di trar a sè, come prima, l’oro dellealtre nazioni, si fece tributaria degli artefici e de’merca-tanti oltramontani.
Napoleone Ponaparte.
11 vigor dell'animo e della mente, l’accortezza, la vigi-lanza, l’attività, la fermezza ne’più dubbi cimenti, niunonegherà essere stali eminenti i» questo principe; ma neltempo stesso dovrà pur confessare l’abuso grande ch’ei fecedella sua fortuna e del suo potere. Nè senza ragione fagià detto che la posterità starassi in dubbio s’egli sia statopiù biasimevole per gl'infiniti danni fatti, o pe’grandissimibeni che poteva non difficilmente operare e se ne rimase.Pure dura tuttavia e durerà lungamente in molli una grandiscordanza di opinioni intorno ad esso, perchè viva è tut-tora in alcuni la memoria de’ benefizj, e in altri quelladelle ingiurie da lui ricevute; donde le lodi esagerale degliuni, e i biasimi non meno caricati degli altri.
Molti libri furono scritti in favore di questo principe,ed ogni suo detto, ogni più minuta cosa riferita con unasorte di benevola ammirazione. Imperciocché non era egli,siccome qualcuno scrisse, aspro e ruvido nelle maniere, maall’opposto sapeva, quand’ egli volea, farsi al sommo ama-'bile e seducente; e qualora mostravasi burbero e strano,