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Fu vera gloria? Ai posteriL’ardua sentenza. NuiChiniam la fronte al MassimoFattor, che volle in LuiDel creator suo spiritoPiù vasta orma stampar.
La procellosa e trepidaGioja d' un gran disegno,L’ansia d’ un cor che indocileServe pensando al regno,
E il giungei e tiene un premioCh’era follia sperar.
Tutto ei provò; la gloriaMaggior dopo il periglio,
La fuga e la vittoria,
La reggia e il tristo esiglio;Due volte nella polvere,
Due volte in sulì’altar.
Ei si nomò ; due secoli,
L’ un contra l’altro armalo,Sommessi a Lui si volseroCome aspettando il fato:
Ei fe’ silenzio, ed arbitroS'assise in mezzo a lor.
E sparve; e i dì nell’ozioChiuse in sì breve sponda,Segno d’immensa invidiaE di pietà profonda,
D’inestinguibil odioE d’indomato amor.
Come sul capo al naufragoL’onda s’avvolve e pesa,
L’onda su cui del miseroAlta pur dianzi e tesaScorrea la vista a scernereProde remote invan ;