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Il Cinque Maggio.
Ei fu ! siccome immobile,
Dato il mortai sospiro,
Stette la spoglia immemore'Orba di tanto spiro.
Cosi percossa, attonita.
La terra al nunzio sta;
Muta pensando all’ultimaOra dell’Uom fatale,
Nè sa quando una simileOrma di piè mortaleLa sua cruenta polvereA calpestar verrà.
Lui sfolgorante in soglioVide il mio genio e tacque:-Quando con vece assiduaCadde, risorse e giacque,
Di mille voci al sonitoMista la sua non ha.
Vergin di servo encomioE di codardo oltraggio,
Sorge or commosso al subitoSparir di tanto raggio,
E scioglie all’urna un canticoChe forse non morrà.
DnJl’Alpi alle Piramidi,
Dal Mansanare (1) al Iteno rDi quel securo il fulmineTenea dietro al baleno;Scoppiò da Scilla al Tanai rDall’uno all’altro mar.