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quella litigiosa corruttela che ad onta di N'euenegg e Ro-thenturm trasse a sanguinosa rovina l’antica Confederazione .
Ma noi abbiamo appreso, la giustizia e la rettitudinevincere ogni altra forza — la felicità d’ogni famiglia ser-barsi inviolata soltanto sotto la legge della libertà — lalibertà di tutti non esser guarentita che dalla indipendenzadella lega comune — la indippndenza della comun legasvizzera non esser fondata sulle pergamene e le protestedi re e d’imperatori, ma unicamente sul ferro delle nostrespade. La vera nobiltà elvetica dover uscire dalle chiese edalle scuole del popolo. Il vero tesoro _ ico consisterenel benessere d’ogni famiglia. La grande armerìa e l'arse-nale dei federati essere le armi casalinghe d’ogni cittadino.Le operazioni dei granconsigli e dei comizii dovere suonarchiare all’orecchio di tutta quanta la Federazione. Così ilsacro interesse della patria diverrà il sacrosanto interessed’ogni capanna, e una divina concordia come fiamma ce-leste consumerà la feccia dell’ambizione patrizzale.
Non fu la freccia di Tello nè il coltello di Camogascoche recise il nodo della servitù in Elvezia; nè fu a S. Ja-copo nè sulla landa della Malseraida che si conquistò l’in-dipendenza della lega svizzera . Sul Crùtli e sotto la querciadi Trunsio si diede solo il segno della battaglia. — E noistiamo combattendola tuttora, o Confederati ! E voi, nipotinostri, la combatterete sui nostri sepolcri. — Vigilate pernon soccombere nel cimento! Fidale in Dio ! Tutti i fede-rati per ciascuno, e ciascuno per tutti!
La crisi nella quale versa l’Europa è innegabile, e tra-spare dai menomi fatti. L’attribuirla, come la diplomaziavorrebbe, ai lavoro ostinato di pochi sovvertitori è malafedeo stoltezza. Attribuireste la conquista del mondo per operadel Cristianesimo al lavoro sotterraneo d’ una associazione