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Storia illustrata della Svizzera : ad uso delle scuole e delle famiglie / per G. Marty ; voltata in italiano dall'originale tedesco per Martino Pedrazzini
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verso le Gallie . Tagliati celeremente tutti i ponti sulRodano , in poco dora egli ebbe costrutta una fortemuraglia lungh esso il fiume, per un tratto di tre leghe,fiancheggiata da molte torri. Onde gli Elvezii si videronella necessità di ripiegare a Nord, affine di entrarenelle Gallie per le gole del Giura. Ma anche furonosorpresi dall esercito agguerrito di Cesare, che sbaragliòloro la vanguardia. Allora mandarono ambasciatori aCesare, pregandolo concedesse che si fermassero nelleGallie . Ma avendo Cesare dimandato la consegna diostaggi, Divicone risposegli:I nostri padri ci hanno in-segnato a ricevere ostaggi, non a darne: e Roma lo sa!Dopo queste balde parole, gli ambasciatori si ritrassero, e gliemigranti continuarono la loro marcia. Di nuovo si diedeCesare ad inseguirli, e nelle vicinanze di Bibratte, nellaodierna Borgogna, li provocò a battaglia, che ferocissimadorò da mezzogiorno a notte avanzata. Se da una partei Romani agognavano a vendicare la precedente scon-fitta, dall altra gli Elvezii voleano vincere ad ogni costo,ben prevedendo che allonta della disfatta sarebbesi ag-giunta una miseria senza fine. Ma per quanto questipugnassero con grande valore, dovettero finalmente soc-combere, causa la inferiorità delle armi e la loro impe-rizia nellarte della guerra. Chiesero quindi la pace, chefu loro concessa, a patto ritornassero nella loro patriae vi rifabbricassero le città ed i villaggi testé abbando-nati alle fiamme. Gli Elvezii erano allora ridotti acirca 110,000. Cesare ricorda con parole delogio neisuoi Commentari, la prodezza de suoi nemici. Gli Elveziicaddero da quel tempo sotto la - dominazione romana.

4.° Gli Elvezii sotto i Romani.

(58 av. C. fino al G9 d. G.)

1. Ma i Romani non si stetter paghi daver domatigli Elvezii, chè subito, nellanno seguente, sotto il co-mando di uno dei generali di Cesare, mossero pure controi valorosi Vallesani e li sconfissero nella battaglia diOttoduro (oggi Martigny ), e quarantanni più tardi sot-tomisero anche i feroci Rezii , usi ad irrompere spesso