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SVIZZERA
ESERCIZIO DI LETTURA
I.
Distretto di Mendrisio
La ridente contrada su cui splende il soled’Italia , è la più meridionale tìel Cantone e dellaSvizzera , e tra le più popolose in ragione disuperficie. La feracità del suolo non teme para-gone; ai grani mietuti nell’estate succede ilricolto autunnale; la vite dà generosi vini ed igelsi nutrono ragguardevole copia di bachi dafinissima seta.
Una rete di buone strade porge comoda co-municazione ai ventotto paeselli seminati pitto-rescamente nel piano e sul declivio de’ montie de' colli. Non meno di otto strade carrozzabiliattraversano per varie direzioni il confine.
Le case di cui si compongono gli abitati con-giungono colla semplicità repubblicana certoamor d'arte.
Le montagne del distretto sono le ultimeappendici delle Alpi , e convertendosi gradata-mente in colline e poggi, vanno a conlondersicolle pianure lombarde.
Una sola valle alpina , l’amena valle di Mug-gio, stendesi a levante di Mendrisio , qua e làrallegrata da villaggi pensili e coperta di boschie pascoli della più vaga bellezza. Nell'imo fondo,stretto tra le opposte pendici scorre precipitosoe quasi non visto il torrente Breggia.
A N. O. di Mendrisio sorge, sopra Riva, ilmonte S. Giorgio , il quale immerge il suo piedesettentrionale nel lago di Lugano . A ponentein grembo ad altri monti e colli, siedono amenipaeselli, tra cui Besazio ed Arzo sullo Svizzero ;Saltrio, Viggiù e Brenno sul Lombardo , rino-mati per cave di marmi, entro cui si rinven-gono non pochi tossili, cioè reliquie di animaliche vissero già in altre ere del mondo sullasuperficie delle terre e sul fondo dei mari,
A settentrione di Mendrisio , fra lo Svizzeroed il Lombardo ergesi l’eccelso monte Generoso
o Giomiero, celebrato per amena vista, e rino-mato presso i botanici per eletta schiera diI fiori. Il monte Bisbino all’E. che fa pur confine,
[ fra i due Stati, rivaleggia per altitudine e perdeliziosi prospetti ed ubertà di pascoli.
(L.vvizzaiu).
II.
Oltrepassata la regione dei pini, entriamo inquella dei pascoli, rallegrata da una ricca flora,...poi, eccoci sul culmine! Il panorama è immenso.Suile prime si resta come sbalorditi da quellavastità di paese: soltanto dopo qualche istantesi riesce ad orientarsi, ad osservare partita-mente quella smisurata estensione. In basso,serpeggia ai piedi delle montagne il lago diLugano: ne vediamo le due estremità a Porlezza ed a Ponte Tresa, il tronco principale da Lugano a Morcote , mentre non iscorgiamo che in partei seni di Porto e di Agno . Oltre la tripla lineadi colline di Agra, di Sessa e di Pura luccicauna striscia del lago Maggiore , — è il golfo diCannerò. Altri frammenti del Verbano , ad Intra,a Stresa , ad Arona ce ne disegnano il corso:poco lungi, tra il Ceresio ed il Verbano , i laghettidi Varese e di Comabbio gettano anch’essi unpo’ d’azzurro chiaro nel gran mare di verdedella regione prealpina. Il lago di Como ci èpiù avaro di sè: per raffinata civetteria, ondeinvogliarci a vedere il resto, mostra soltanto ilsuo punto più bello, quell’incantevole punta diBellagio, con un breve tratto dei rami di Como e di Lecco. Poi le Alpi ! Una catena lunghissimadi creste dalle forme più impensate e varie,che si stende a perdita d’occhio dal Monvisoalle montagne della valle dell’Adige , una selvadi guglie, di punte, di pizzi, di corni biancheg-gianti di nevi e di ghiacci! Spiccano fra tuttiad occidente per la mole e la vicinanza, ilgruppo del monte Rosa : ad oriente, il pizzo deiTre Signori e il pizzo del Diavolo, al Tonale.
Bernina
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Le Alpi vedute dal monte Generoso.