I NUOVI CANTONI.
173
Torino nel 1816 e che furono^ condotti conuna rara abilità da Pic-tet de Roohemont, ilterritorio ginevrino venne accresciuto di uncerto numero di Comuni, che furono distaccatidalla Francia e dalla Savoia. Così Ginevra ,dopo tante lotte, era finalmente fuor d’ognipericolo : essa era libera ed era svizzera .
29* LETTURA.
Pestalozzi a Yverdon . — I vent’anni dhe Pe-stalozzi passò a Yverdon segnano il periodo piùbrillante della sua vita.
Appena si seppe ch’egli doveva lasciare Burg-dorf, tre città vodesi gli offrirono l’ospitalità :Payerne , Nyon e Yverdon . La città della reginaBerta primeggiava per la sua generosità : pro-metteva a Pestalozzi l’uso del castello e de’ suoiannessi, la cittadinanza onoraria per lui ed i suoidiscendenti, in perpetuo, una pensione annua evitalizia di 40 luigi d’oro (933 fr.), 400 boccalidi vino, misura di Berna (668 litri), 4 quintalidi frumento, altrettanti di segale, più un quintaledi piselli e 6 tese di legna.
E a lor volta, il 14 gennaio 1804, le autoritàdi Yverdon scrivevano a Pestalozzi : « Voi tro-vereste qui un popolo che, desideroso di acco-gliervi, ogni cura si prenderebbe per rendervipiacevole il soggiorno, e noi saremmo i primi adargliene l’esempio ».
Questa manifestazione di simpatia commos-se vivamente il nobile vegliardo ; egli sentivache presso il popolo vodese avrebbe trovato unaaccoglienza affettuosa e un ritiro tranquillo.11 nuovo cantone di Vaud stava in quel momentopreparandosi ad ordinare le sue scuole, e Pesta lozzi sperava che le sue idee troverebbero un ter-reno favorevole nella Svizzera romanda. Ed egliaccettò l’offerta d’ Yverdon , il cui ampio castello
venne messo a sua disposizione. Pestalozzi ar-rivò a Yverdon a metà aprile del 1804, e le Au-torità gli fecero un’accoglienza affettuosa e so-lenne e gli offrirono un banchetto. Stavolta tuttii suoi erano con lui : la sua donna, i suoi colla-boratori e la fedele Lisbeth.
I primi anni di Yverdon furono i più felicidella vita di Pestalozzi , com’egli stesso lo scrisse:
« La mia condizione è tale che non potrei au-gurarmene una migliore ». Gli anni dal 1805 al1809 segnano infatti l’apogeo della celebrità,
! unica si può dire negli annali degli istituti diquesto genere. L’istituto d’Yverdon raggiunsej in poco tempo una prosperità inaudita : in unanno, gli allievi erano aumentati da settanta acentoquaranta, e inoltre una cinquantina di gio-vani si preparava all’insegnamento. Coi visita-tori, v’erano spesso intorno a Pestalozzi fin tre-cento persone.
La fama dell’educatore corse tutti i paesi e daovunque arrivavano i visitatori per vedere ilgrande maestro : celebrità della scienza, gene-rali, principi, teste coronate s’avviano verso lapiccola città vodese come verso un luogo di pel-legrinaggio.
| Alcuni, è vero, venivano a veder Pestalozzi come si va a vedere una curiosità della natura,,un lago montano, un ghiacciaio, un alto picco-nevoso ; ma altri, ed erano i più, venivano spintii da un vero amore per l’educazione : tra essi: Froebel , la signora di Staèl, l’illustre geografoCarlo Ritter. Ecco che cosa dice di Pestalozzi colui che doveva con le sue opere aprire vienuove alla geografia e farne una vera scienza :« Ho veduto più che il paradiso della Svizzera :ho veduto Pestalozzi , ho conosciuto il suo cuore,,il suo genio ; mai come nei giorni passati vicino-a questo nobile figlio della Svizzera , mi sono-sentito penetrato dalla santità della mia voca-zione e dalla dignità della natura umana .»