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Storia della Svizzera : per le scuole secondarie / Patrizio Tosetti : testo adottato dal Lod. Dipartimento della pubblica educazione del cantone Ticino
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I NUOVI CANTONI.

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Torino nel 1816 e che furono^ condotti conuna rara abilità da Pic-tet de Roohemont, ilterritorio ginevrino venne accresciuto di uncerto numero di Comuni, che furono distaccatidalla Francia e dalla Savoia. Così Ginevra ,dopo tante lotte, era finalmente fuor dognipericolo : essa era libera ed era svizzera .

29* LETTURA.

Pestalozzi a Yverdon . I ventanni dhe Pe-stalozzi passò a Yverdon segnano il periodo piùbrillante della sua vita.

Appena si seppe chegli doveva lasciare Burg-dorf, tre città vodesi gli offrirono lospitalità :Payerne , Nyon e Yverdon . La città della reginaBerta primeggiava per la sua generosità : pro-metteva a Pestalozzi luso del castello e de suoiannessi, la cittadinanza onoraria per lui ed i suoidiscendenti, in perpetuo, una pensione annua evitalizia di 40 luigi doro (933 fr.), 400 boccalidi vino, misura di Berna (668 litri), 4 quintalidi frumento, altrettanti di segale, più un quintaledi piselli e 6 tese di legna.

E a lor volta, il 14 gennaio 1804, le autoritàdi Yverdon scrivevano a Pestalozzi : « Voi tro-vereste qui un popolo che, desideroso di acco-gliervi, ogni cura si prenderebbe per rendervipiacevole il soggiorno, e noi saremmo i primi adargliene lesempio ».

Questa manifestazione di simpatia commos-se vivamente il nobile vegliardo ; egli sentivache presso il popolo vodese avrebbe trovato unaaccoglienza affettuosa e un ritiro tranquillo.11 nuovo cantone di Vaud stava in quel momentopreparandosi ad ordinare le sue scuole, e Pesta­ lozzi sperava che le sue idee troverebbero un ter-reno favorevole nella Svizzera romanda. Ed egliaccettò lofferta d Yverdon , il cui ampio castello

venne messo a sua disposizione. Pestalozzi ar-rivò a Yverdon a metà aprile del 1804, e le Au-torità gli fecero unaccoglienza affettuosa e so-lenne e gli offrirono un banchetto. Stavolta tuttii suoi erano con lui : la sua donna, i suoi colla-boratori e la fedele Lisbeth.

I primi anni di Yverdon furono i più felicidella vita di Pestalozzi , comegli stesso lo scrisse:

« La mia condizione è tale che non potrei au-gurarmene una migliore ». Gli anni dal 1805 al1809 segnano infatti lapogeo della celebrità,

! unica si può dire negli annali degli istituti diquesto genere. Listituto dYverdon raggiunsej in poco tempo una prosperità inaudita : in unanno, gli allievi erano aumentati da settanta acentoquaranta, e inoltre una cinquantina di gio-vani si preparava allinsegnamento. Coi visita-tori, verano spesso intorno a Pestalozzi fin tre-cento persone.

La fama delleducatore corse tutti i paesi e daovunque arrivavano i visitatori per vedere ilgrande maestro : celebrità della scienza, gene-rali, principi, teste coronate savviano verso lapiccola città vodese come verso un luogo di pel-legrinaggio.

| Alcuni, è vero, venivano a veder Pestalozzi come si va a vedere una curiosità della natura,,un lago montano, un ghiacciaio, un alto picco-nevoso ; ma altri, ed erano i più, venivano spintii da un vero amore per leducazione : tra essi: Froebel , la signora di Staèl, lillustre geografoCarlo Ritter. Ecco che cosa dice di Pestalozzi colui che doveva con le sue opere aprire vienuove alla geografia e farne una vera scienza :« Ho veduto più che il paradiso della Svizzera :ho veduto Pestalozzi , ho conosciuto il suo cuore,,il suo genio ; mai come nei giorni passati vicino-a questo nobile figlio della Svizzera , mi sono-sentito penetrato dalla santità della mia voca-zione e dalla dignità della natura umana .»