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Storia della Svizzera : per le scuole secondarie / Patrizio Tosetti : testo adottato dal Lod. Dipartimento della pubblica educazione del cantone Ticino
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LA CIVILTÀ NEL SECOLO XIX.

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che chieda la modificazione di un articolo dellaCostituzione federale o che proponga un arti-colo nuovo, deve essere sottoposta alla vota-zione popolare.

Si sono fatte delle leggi federali in favoredegli operai, per proteggere la loro salute du-rante il lavoro nelle fabbriche e per indenniz-zarli in caso di disgrazia. E per combatterel'alcoojismo; uno dei mali più grandi che af-fliggono letà nostra si è dato alla Confede-razione il diritto di fabbricare e di vendere1 alcool.

Il nostro paese è stato governato, in circo-stanze spesso difficili, con prudenza, con sag-gezza e con un sincero' desiderio di progresso.Molti sono i magistrati illustri di cui bisogne-rebbe ricordare il nome. Ma fra coloro chehanno seduto al governo federale e vi hannosvolta unazione degna della più grande con-siderazione, ci contenteremo di citare Numa Droz , Luigi Ruchonnet, Carlo Schenk, EmilioWelti e Gian Battista Pioda, successore di Ste­ fano Franscini . I Confederati serberanno im-perituro ricordo di questi uomini eminenti, esinspireranno al loro esempio.

E finché la Svizzera avrà la fortuna daverealla testa magistrati animati da una illimitata

Fig. 212. Gian Battista Pioda.

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devozione per la patria; fintanto che i cittadinisapranno difendere i propri diritti e adempierefedelmente ai propri civici doveri, la patria

nostra conserverà la posizione privilegiata cheoccupa nel mondo e potrà guardare fiduciosaverso lavvenire.

8. La civiltà nel secolo XIX. Nel se-colo XIX, ,la Svizzera non ha soltanto modifi-cato profondamente la propria organizzazionepolitica ; ma, come i paesi che la circondano,sè anche considerevolmente sviluppata in tuttii campi : nell agricoltura, nell industria, nelcommercio, nelle lettere e nelle arti ; in unaparola, in tutto ciò che costituisce la vita deipopoli civili.

La popolazione è fortemente cresciuta, tantoche nel corso del secolo si è più che raddoppiata:era, infatti, di 1.800.000 abitanti alla fine delsecolo XVIII; di 2.400.000 nel 1850; ed oggi rag-! giunge la cifra di oltre 4.000.000. Laumento èstato rapido specialmente negli ultimi trentan-! ni ; ed è confortante il poter constatare che que-j sta popolazione aumentata più del doppio si! trova in condizioni più agiate di quella dii cento anni fa.

Sotto il rapporto specialmente dell 'istruzione,il paragone riesce tutto a vantaggio dei tempinostri. A questo riguardo, le idee hanno fatto! un gran cambiamento : se prima la istruzionei non era considerata come necessaria per il po-polo, oggi invece la si ritiene come la forza| principale di una nazione. Così, lentusiasmoi per la scuola si è diffuso in ogni parte del pae-se ; e non esiste più un sol villaggio che nonabbia la propria scuola, non cè più svizzeroche non sappia leggere e scrivere. Dopo lascuola primaria, vengono la scuola secondaria(ginnasi e licei) e la scuola professionale. LaSvizzera conta anche importanti istituti dinse-gnamento superiore, quali : la Scuola politecni-ca federale, a Zurigo , aperta nel 1855; sette Uni-versità 1 ) quelle di Basilea , Zurigo , Berna ,Ginevra , Losanna , Friburgo e Neuohàtel.Grazie alle sue scuole, alle biblioteche popolari escientifiche, ohe si fanno sempre più numerose,alle società di coltura, ai giornali ed alle rivisteche si pubblicano e si diffondono in ogni partedel paese, il popolo svizzero è arrivato, nel sec.XIX, a prender posto fra i più istruiti. Laproporzione, infatti, dei giovani che, usciti dal-

1) LUniversità ili Basilea data dal 1460; quella di Zurigo dal1833; quella di Berna dal 1834. Le Accademie di Ginevra , di Lo-sanna e di Neuchàtel sono state trasformate in Università, la primanel 1873, la seconda nel 1890 e la terza nel 1910. L Università di Friburgo è stata Istituita nel 1889.