LA CIVILTÀ NEL SECOLO XIX.
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che chieda la modificazione di un articolo dellaCostituzione federale o che proponga un arti-colo nuovo, deve essere sottoposta alla vota-zione popolare.
Si sono fatte delle leggi federali in favoredegli operai, per proteggere la loro salute du-rante il lavoro nelle fabbriche e per indenniz-zarli in caso di disgrazia. E per combatterel'alcoojismo —; uno dei mali più grandi che af-fliggono l’età nostra —■ si è dato alla Confede-razione il diritto di fabbricare e di vendere1’ alcool.
Il nostro paese è stato governato, in circo-stanze spesso difficili, con prudenza, con sag-gezza e con un sincero' desiderio di progresso.Molti sono i magistrati illustri di cui bisogne-rebbe ricordare il nome. Ma fra coloro chehanno seduto al governo federale e vi hannosvolta un’azione degna della più grande con-siderazione, ci contenteremo di citare Numa Droz , Luigi Ruchonnet, Carlo Schenk, EmilioWelti e Gian Battista Pioda, successore di Ste fano Franscini . I Confederati serberanno im-perituro ricordo di questi uomini eminenti, es’inspireranno al loro esempio.
E finché la Svizzera avrà la fortuna d’averealla testa magistrati animati da una illimitata
Fig. 212. — Gian Battista Pioda.
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devozione per la patria; fintanto che i cittadinisapranno difendere i propri diritti e adempierefedelmente ai propri civici doveri, la patria
nostra conserverà la posizione privilegiata cheoccupa nel mondo e potrà guardare fiduciosaverso l’avvenire.
8. La civiltà nel secolo XIX. — Nel se-colo XIX, ,la Svizzera non ha soltanto modifi-cato profondamente la propria organizzazionepolitica ; ma, come i paesi che la circondano,s’è anche considerevolmente sviluppata in tuttii campi : nell’ agricoltura, nell’ industria, nelcommercio, nelle lettere e nelle arti ; in unaparola, in tutto ciò che costituisce la vita deipopoli civili.
La popolazione è fortemente cresciuta, tantoche nel corso del secolo si è più che raddoppiata:era, infatti, di 1.800.000 abitanti alla fine delsecolo XVIII; di 2.400.000 nel 1850; ed oggi rag-! giunge la cifra di oltre 4.000.000. L’aumento èstato rapido specialmente negli ultimi trent’an-! ni ; ed è confortante il poter constatare che que-j sta popolazione aumentata più del doppio si! trova in condizioni più agiate di quella dii cento anni fa.
Sotto il rapporto specialmente dell 'istruzione,il paragone riesce tutto a vantaggio dei tempinostri. A questo riguardo, le idee hanno fatto! un gran cambiamento : se prima la istruzionei non era considerata come necessaria per il po-polo, oggi invece la si ritiene come la forza| principale di una nazione. Così, l’entusiasmoi per la scuola si è diffuso in ogni parte del pae-se ; e non esiste più un sol villaggio che nonabbia la propria scuola, non c’è più svizzeroche non sappia leggere e scrivere. Dopo lascuola primaria, vengono la scuola secondaria(ginnasi e licei) e la scuola professionale. LaSvizzera conta anche importanti istituti d’inse-gnamento superiore, quali : la Scuola politecni-ca federale, a Zurigo , aperta nel 1855; sette Uni-versità 1 ) — quelle di Basilea , Zurigo , Berna ,Ginevra , Losanna , Friburgo e Neuohàtel. —Grazie alle sue scuole, alle biblioteche popolari escientifiche, ohe si fanno sempre più numerose,alle società di coltura, ai giornali ed alle rivisteche si pubblicano e si diffondono in ogni partedel paese, il popolo svizzero è arrivato, nel sec.XIX, a prender posto fra i più istruiti. Laproporzione, infatti, dei giovani che, usciti dal-