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cencio una quantità sufficiente di derrate ali-mentari, la Svizzera si trovò in una condizionecriticissima. Fino al 1914, il frumento ci arri-vava da Mannheim , Le Havre , St. Nazaire,Marsiglia, Bordeaux e Cette ; e dopo che laGermania ebbe organizzata la sua terribileguerra sottomarina, potè arrivarci solo da que-st’ultimo porto. La Svizzera aveva bisogno di200 vagoni di frumento al giorno, e non po-teva riceverne che dall’America .
Le autorità federali presero subito le ne-cessarie misure, prime fra tutte quelle del mo-nopolio e del razionamento dei cereali. Glianni 1917 e 1918 furono i più difficili. Ma inostri agricoltori fecero uno sforzo ammirabileper aumentare la superficie coltivata a biade efornire alla Confederazione la necessariaquantità di frumento e di segale, e salvarono ilpaese.
Bisognava inoltre provvedere le materie pri-me alle nostre industrie. Fu un problema arduoche necessitò la creazione d’organi privati spe-ciali a cui si diede il nome di Società svizzera di sorveglianza economica (S.S.S.), posti sottoil controllo del Consiglio federale ; particolar-mente difficile fu la fornitura del carbone alleferrovie ed alle officine.
Il prezzo di tutte le cose indispensabili allavita era cresciuto considerevolmente, e bisognòaumentare tutti gli stipendi : ciò fu cagione diun forte disagio nella vita della nazione.
Il malcontento era generale. Le mene dicerti agenti provocatori venuti dall’ estero, lesofferenze ognor maggiori della popolazione,le ambizioni criminali di qualche caporionesovversivo, provocarono, l’i 1 novembre 1918, losciopero generale. La vita della nazione subìuna scossa profonda, e si temeva che la rivolu-zione stesse per scoppiare. Si risvegliò subitoil sentimento nazionale, e cessò ogni divergenzad’idee fra la Svizzera latina e la Svizzera ale-mannica ; e il Consiglio federale mobilitò rapi-damente parecchi reggimenti i(tra cui il reggi-mento ticinese), squadroni e batterie, e l’ordinefu rapidamente ristabilito. Ma la grippe, cheinfieriva allora in tutta l’Europa , fece un grannumero di vittime fra i nostri soldati e anchetra la popolazione civile.
La Svizzera , durante il conflitto mondiale, èstata fedele alle sue tradizioni ed a’ suoi obbli-ghi internazionali. La sua neutralità, mante-
nuta con uno sforzo militare enorme, fu cosìvantaggiosa per tutti i belligeranti, che essila rispettarono, tutti, dal primo all’ ultimogiorno della guerra.
È stata pur troppo lungo tempo divisa ne’suoi sentimenti, secondo le simpatie naturalide’ suoi differenti gruppi linguistici, come al-1’ accenno che abbiam già fatto : i belligerantiavevano anche spiegato una energia formida-bile per il trionfo della loro causa rispettiva,non solo sui campi di battaglia, ma pur nellospirito dei neutri. Ma i tentativi fatti da certielementi rivoluzionari di sovvertire l’ordinesociale, risvegliarono la coscienza del paese :l’unità nazionale svizzera fu ristabilita, e ilnostro paese acquistò una visione più chiara epiù serena della sua individualità, nonché de’suoi doveri internazionali.
Il trattato di Versailles . — Tutti i paesi al-leati che avevano partecipato alla guerra fu-rono invitati a mandare a Parigi i loro dele-gati per discutere le condizioni della pace. Illavoro del congresso cominciò il 18 gennaio1919, e il 26 giugno, nel castello di Versailles ,il trattato 1 veniva firmatto dagli Alleati e dallaGermania .
La Germania dovette restituire alla Francia l’Alsazia e la Lorena, cederle le miniere di car-bone della Sarre , impegnarsi a pagare i dannicagionati dalla guerra alla Francia ed a’ suoialleati, e rinunciare alla sua flotta e alle suecolonie, rendere alla Danimarca lo Schlewig,che le aveva tolto nel 1864. La Polonia vennericostituita ; la Serbia ricevette la Bosnia , laDalmazia e la Croazia ; T Italia ottenne Trieste e il Trentino ; la Rumenia . la Bessarabia e laTransilvania ; la Grecia ebbe diversi territoriturchi.
La Società delle Nazioni . — La guerra erastata crudele come nessun’altra di tutta la sto-ria, ed i popoli avevano duramente sofferto,forse come mai prima d’allora : in tutti era per-ciò il desiderio vivissimo di nulla tralasciareper trovar modo di scongiurare un nuovo ca-taclisma che potrebbe anche mettere in peri-colo la civiltà europea. A questo scopo, il trat-tato di Versailles istituì la Società delle Nazioni .
L’ 8 febbraio 1919, il Consiglio federale indi-rizzò un memorandum alle potenze, spiegandoche la neutralità svizzera poteva conciliarsi