LA SOCIETÀ DELLE NAZIONI.
quisite al Diritto delle Genti, segnatamente coni trattati e l’atto del 1815, sono giustificate dagliinteressi della pace generale e in conseguenzasono compatibili con il patto ».
In seguito a queste dichiarazioni, il 2 marzo1920 il Consiglio nazionale votava l’adesionedella Svizzera alla Società delle Nazioni , tregiorni dopo altrettanto faceva il Consiglio de gli Stati , e infine, il 16 maggio successivo, l’a-desione veniva pur accettata dalla maggioranzadel popolo e dei cantoni.
La Società delle Nazioni conta ora (1929) 53Stati.
Malgrado le difficoltà in cui si svolge la suaazione, essa ha già conseguito risultati impor-tanti : la creazione d’una corte permanente digiustizia internazionale è specialmente operasua ; è riuscita inoltre a pacificare e ad orga-nizzare l’Alta Slesia , di cui una parte è stataunita alla Polonia .
La .Società delle Nazioni non è ancora orga-nizzata .in modo completo. ; quando lo sarà, lasua azione diverrà più estesa ed efficace, econtribuirà ognor meglio all’ unione dei popoliper il bene dell’umuniit-à.
L’opera umanitaria della Svizzera durante laguerra. — Malgrado le sue proprie sofferenze,la Svizzera compì, durante la guerra, un’operadi grande carità in favore delle vittime della
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spaventevole conflagrazione. A questo scopo sicrearono numerose associazioni.
In agosto 1914, il Comitato internazionale del la Croce Rossa istituì a Ginevra un’agenzia disoccorso e d’informazioni a beneficio* dei pri-gionieri di guerra, facilitando le relazioni po-stali fra essi e le loro famiglie. E fu pur d’aiutoai prigionieri civili, che divenivano ognor piùnumerosi. Centinaia dii persone si dedicaronocon devozione a quest’opera meritoria.
E molte società si crearono in tutta la Sviz zera per la spedizione di alimenti nei campidegli internati, ove quesiti infelici soffrivanola fame e molte vite furono salvate. L’operauniversitaria per gli studenti prigionieri diguerra provvide ai loro bisogni intellettuali,fornendo libri e riviste.
Poi fu il triste spettacolo del passaggio deigrandi feriti. Le nostre ferrovie trasportaronoun gran numero di giovani mutilati che veni-vano mandati nella loro patria — l’Italia , laFrancia , la Germania — per essere curati negliospedali. Tutti cercarono di portare qualcheconforto a questi infelici con una parola affet-tuosa, con un regalo utile.
Infine, migliaia di prigionieri di tutte le na-zioni vennero ricoverati nei nostri sanatori dimontagna. I nostri medici andavano nei campidegli internati a prendere gli ammalati, gliestenuati, e centinaia d’esseri umani furono sal-vati dalla disperazione e dalla morte.