216
riguarda il nostro paese, delle due neutralità:la neutralità militare e la neutralità economica.In caso di guerra, la Svizzera conserverebbe laneutralità militare, mentre la neutralità econo-mica potrebbe essere abbandonata per assecon-dare gl’interessi superiori della Società delle Nazioni . Un messaggio del Consiglio federale,dovuto in gran parte alla penna del professor
cietà delle Nazioni non è compatibile con que-st’aLtro principio che tutti i membri della So-cietà devono agire in comune per far rispettarei suoi impegni, riconosce che la Svizzera è inuna situazione singolare, derivata da una tra-dizione di parecchi secoli, ohe è stata implici-tamente incorporata nel Diritto delle Genti :situazione che i membri della Società delle
Mm
* «fr t :
< ~frx
k«s
Fig. 231. La seduta inaugurale della prima Assemblea della Società delle Nazioni .Giuseppe Motta , Presidente della Confederazione, pronuncia il discorso d’apertura.Ai suoi lati, in piedi, i Consiglieri federali Schulthess e Haab.
Max Huber , di Zurigo , ora membro della Corteinternazionale di giustizia delFAia. veniva poia chiarire la discussione ed a confermare lespiegazioni date.
Finalmente, il 13 febbraio 1920, il Consigliodegli Ambasciatori alleati, rispondendo a unmemorandum svizzero del 13 gennaio prece-dente, dichiarava : « Il Consiglio della Societàdelle Nazioni, pur affermando il princìpio chela nozione di neutralità dei membri della So-
Nazioni, firmatarie del trattato di Versailles ,hanno giustamente ammesso, dichiarando, conl’art. 435, che le garanzie stipulate in favoredella Svizzera col trattato del 1815 costituisconoimpegni internazionali per il mantenimentodella pace ».
E concludeva. : « Accettando queste dichiara-zioni, il Consiglio riconosce che la neutralitàperpetua della Svizzera e la garanzia dell’invio-labilità del suo territorio, così come sono ac-