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I quattro libri dell'architettura di Andrea Palladio : ne' quali, dopo un breve trattato de' cinque ordini, & di quelli avertimenti, che sono piu necessarii nel fabricare : si tratta delle case private, delle vie, de i ponti, delle piazze, de i xisti, et de' tempii
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LIBRO

DELLE PALESTRE, E DE I XISTIdeGreci, Gap. XXI,

O I che sè trattato delle uie, de i ponti, e delle piazze ; refta che fi dica diquelli edificij, che fecero gli antichi Greci, ne quali gli huomini andauano àefercitarfi:&ècofa molto uerifitnile, che al tempo che le Città della Greciafi reggeuano àReupblica,per ogni Città ne folle uno di quelli tali edificij : oueigiouanetti,oltra limparar delle fcienzejefercitando i corpi loro nelle cofepertinenti alla miliria, come à conolcer giordini, à lanciar il palo, à giocar alle

braccia,à maneggiar larme, à natar con pefifopra le fpalle ; diueniifero atti alle fatiche,& à gli accidenti della guerra ; onde poterno poi col lor ualore, e difciplina militare , elfendo esfi pochi,uincer eferciti numerofisfimi. A' efempio loro hebbero i Romani il Campo Martio, nelqualepubicamente la giouentù fi eferci taua nelle dette militari attioni,dal che nafceuano mirabili ef-fetti , e le uittorie delle giornate. Scriue Cefare ne fuoi Commentari), che elfendo egli allim-prouifo alfalito da Nerui,e uedendo che la fettimalegione, e la duodecima erano di maniera riUretre, che non poteuano combattere j commandò che fi allargaffero, e fi mettelfero luna àfianchi dellaltra, accioche hauelfero commodità da adoperar larme, & non potelfero elfer da nimici circondate : ilche con preftezza fatto da foldati, diede à lui la uittoria, & à loro fama e nomeimmortale di ualorofi, e di bene difciplinati ; conciofiache nellardor della battaglia quando lecofe erano in pericolo, e piene di tumulto facelfero quello, che à molti à tempi nollri par diffici-lisfimo da farli quando anco gli nimici fono lontani, et fi commodità di tempo, e di luoco,Di quelli tai gloriofi fatti ne fono quali piene tutte le Greche e Latine Hillorie, e non è dubbioche di loro folfe cagione il continuo efercitarfi de giouani. Da quello elfercitio i detti luoghi,che ( come racconta Vitruuio al cap. XI. del V. Lib. ) fabricauano i Greci ; furono da loro chia-mati Paleltre, e Xilli: e la lor dilpofitione era tale. Prima difegnauano la piazza quadrata digiro di due lladij, cioè di ducento, e cinquanta pafTa;& in tre lati di lei faceuanoi portici fem-plici, e fotto quelli alcune fale ampie,nelle quali ftauano gli huomini letterati, come Filofofi, elimili ;àdifputarc,c decorrere. Nel quarto lato poi, ilqualc era uolto al Mei iggic i faceua-noi portichidoppij : accioche le pioggie da uenti Ipintenon entralfero nella parte più à dentro,nel uerno ;& Iellate il Sole folfe più lontano. Nel mezo di quello portico era una fala moltogrande lunga un quadro, e mezo, oue fi ammaeltrauano gli Adolelcenti. Dalla delira dellaquale, era il luogo, oue fi ammaelirauano le Garzone : e dietro à quello, il luogo,oue simpoluerauano gli Athleti:epiù oltra la ftanza per la fredda lauatione, chora chiameresfìmo bagni di ac-qua fredda;laqual mene à elfer nel uoltar del Portico. Dalla finiltra del luogo de gli adolefccntiera il luogo,oue songeuano i corpi per elfer più forti;& apprelfo la llàza fredda,oue fi Ipogliaua-no: e più oltre la tepida,per doue fi faceua foco ; dalla quale fi entraua nella calda : haueua quellallanza da unaparte il laconico(era quello illuogo,oue fudauano)e dallaltra la Itanzaper la caldalauatione. Percioche uollero queiprudemi huomini, imitando la natura, laqual da uncllremo-freddo ad unellremo caldo coni fuoi mezi ci conducejche fubito dalla llanza fredda fi entraf-fenella calda, ma col mezo della tepida» Di fuori da detti luoghi erano tre portichi, uno dal lato, doue era lentrata, che fi farebbe uerfoLeuante,ouero uerfo Ponente. Gli altri due era-no, uno dalla delira, laltro dalla finillra , polli luno à Settentrione , laltro à Mezogiorno.Quello, che guardaua à Settentrione,era doppio, e di larghezza quanto erano lunghe le colon-ne. Laltro riuoltoàMezogiorno erafemplice, ma molto più largo diciafcuno defopradetti,& era diuifo in quello modo: che lalciati dalla parte delle colonne, e dalla parte del muro diecipiedi,ilqual Ipacio da Vitruuio è detto Margine; per due gradi larghi fei piedi fi dilcendeua in unpiano non meno largo di dodici piedi ; nel quale al tempo del uerno gli Athleti poteuano eferci-tarfi llando al coperto,fenza elfer impediti da quelli, cherano fòtto il portico à uedere ; iquali anco, per la detta balfezza, ou erano gli Athleti ; uedeuano meglio. Quello portico propriamen-te fi chiamaua Xillo. Li Xilli fi faceuano, che tra due portici ui folfero felue, e piantationi, e leftrade tra gli arbori, lallricate di Mufaico. Apprelfo il Xillo, & il portico doppio fi difegnaua-

po i luoghi feoperti da caminare detti da loro Peridromide ; ne quali il uerno,quando era fereno

il Cielo }