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Tomo I.
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IO

ABE

pelò meno piacevoli, o isolato si trovi fra le umili er-bette per bastare a se stesso, o collocato si mostri sull’or-lo dei fronzuti boschetti, per far contrastare la sua formae colore con quella degli alberi che sorgono dietro dilui. Ma non è già per F oggetto dell’ amenità, che prin-cipalmente si deve considerare quest’ albero.

L’ abete è provveduto d’ una freccia, ossia germoglioterminale,motivo per cui cresce sempre dritto j ond’è, chequando questo germoglio viene per accidente spezzato, oper qualche circostanza giunge a diseccarsi, F albero cessail più delle volte di crescere in altezza. La saggia natu-ra però seppe prendere per la sua conservazione delleprecauzioni particolari : la gemma, da cui esce il germo-glio, è più grossa, più abbondantemente provveduta discaglie proteggitrici, e si sviluppa quindici giorni più tardidelle altre, ed anzi sopra ogni fusto è la sola della suaspecie. Accompagnata è questa ordinariamente da quattroaltre gemme più piccole, destinate a produrre dei rami,e portanti alla loro estremità tre altre gemme parimentepiù piccole. Qualunque sforzo perciò adoperato per farprodurre un’ altra freccia ad un albero, che F lia perdu-ta, si rende inutile ; ed io stesso ho veduto di questi ger-mogli a freccia uscire naturalmente dalla parte superiored’ un ramo, ma non mai dalla sua estremità, ed in casotale il giovine rampollo rassomiglia ad un annesto.

Lenta è nei primi suoi anni la vegetazione dell’abete,prende in seguito un’ attività maggiore, e ritorna a rallen-tarsi dopo dodici o quindici anni. La sua rapidità dipen-de però dalla convenevolezza del terreno e del clima,quando il primo cioè è più leggiero, più freddo ed umi-do il secondo ; mentre questo si può chiamare l’ alberodelle nubi, perchè meglio prospera naturalmente sull’ emi-nenze, ove le nubi sono permanenti.

Le foreste d’abeti erano in Francia più comuni tempofa che non lo sono al presente, ed i siti ov’ essi esiste-vano, sprovveduti ora d’ alberi non possono esservi ripo-polati naturalmente. Ciò dipende o dall’ avidità del gua-dagno, o da mancanza d’intelligenza. L’ abete non rimet-te mai dal piede, ed il tenero suo piantone ha bisognod’ essere ombreggiato nei suoi primi anni. Bisogna dunqueguardarsi bene di tagliare tali foreste a bianco , per ser-virmi dell’ espressione tecnica, come lo farò vedere piùsotto ) e perciò difficilissimo, anzi impossibile si rende il