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Tomo I.
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muro, o coll’attaccarla ad un palo: con la prima, tanto,il ceppo die i sermenti, lasciati alla vite nel potarla siattaccano al muro od al paio con un laccio di vinco; conla seconda, i giovani germoglj della vite si attaccano alpaio, legandoli con la paglia. L’ espressione accollare alpalo significa un ceppo attaccato solo al suo palo, comenei contorni di Parigi : nella Sciampagna, ed anche nelBordolese il ceppo non eccede mai F altezza di due o trepiedi. Se il palo arriva all’ altezza di quattro fino a seipiedi, il ceppo allora viene accollato a palizzate formateda pali, come nei buoni cantoni della Borgogna ; accol-lato viene anche a tre pali riuniti alla loro sommità, dicui ognuno sostiene il suo ceppo, come a Cote - Rode, esulle due rive del Rodano da Vienna fino alquanto aldi sotto di Tournon : questi pali hanno perfino F altezzadi sei c sette piedi. Le viti in tal guisa accollate sonochiamate da Plinio vites cantilenatele , e quelle, che so-no folcite da pali o verso un muro, o in ispalliera, daPlinio sono dette vites compulviatae . Il tempo d’accol-lare le viti è il mese di giugno : allora esse hanno getta-to dei nuovi sermenti, che sono ancora teneri, e se fos-sero lasciali liberi, un piccolo impeto di vento bastereb-be per {spezzarli affatto al punto della loro riunione alceppo. Un vignajuolo attento non deve perdere un mo-mento di tempo, finché le sue vati non sono tutte accol-late, specialmente se il vento è nel caso di travagliarle,come accade, quando esse sotto esposte sopra le colline.Spezzale le giovani messi, viene considerabilmente a di-minuirsi non solo il raccolto, sopra il quale erano fonda-te le speranze del coltivatore, ma quello ancora dell’ an-no seguente, poiché il ceppo non può gettare, dopo laperdita dei sermenti maestri, che dei rami meschini, iquali daranno del buon legname da taglio soltanto dopodue anni.

Ma 1’ accollare le viti sarà cosa veramente vantaggio-sa ? Nella Bassa-Lingnadoca, e nella più gran parie dellaFrancia meridionale si riguarda quest’ operazione comeinutile, c freddamente si dice : questa non è la consue-tudine-, parola terribile, più della tempesta e dei ghiaccjnociva all’ agricoltura. Il danno portalo dalle meteore èpasseggierò, e la parola consuetudine , simile ad un murodi bronzo, si oppone a tutti i miglioramenti, perfino i più«empiici e più facili a praticarsi.