Band 
Tomo I.
Seite
76
JPEG-Download
 

76 A C E

le macchie d’inchiostro o di ruggine dalla biancheria,ma non se ne ricava in abbondanza sufficiente da trarneprofitto, e tutto quello che si trova in commercio, vieneestratto dall’ ossalìde acetosa. Quest’ acido agisce del parianche nelle foglie stesse, le quali si possono bellissimaadoperare per levare le macchie della biancheria, ripuli-re i denti, ec.

La radice dell’ acetosa dà all’acqua un bel colore ros-so, ed in medicina adoperala viene per sudorifero.

Quantunque l’acetosa sia mangiata da tutti i bestiami,e specialmente amala sia con trasporto dai montoni edalle vacche, non riesce vantaggioso il seminarla a que-st’ uso, perchè dà alle bestie poco nutrimento, e stentamolto a diseccarsi ; conviene però lasciare nelle prateriequella, che vi cresce naturalmente, e dare anche agli ani-mali il superfluo di quella, che si coltiva nei giardini,perchè, come negli uomini, produce anche sovr’ essi lostesso effetto di rinfrescarli, ammollire il loro ventre, eprocurare loro una digestione migliore. Un coltivatore,che mette dell’ importanza nella conservazione dei suoibestiami, deve aumentare nel suo orto la propagazionedell’ acetosa, onde averne sempre a sua disposizione unacerta quantità, per darla ad essi nei calori dell’ estate,epoca in cui essa si rende alle bestie più utile.

L’ acetosa piccola, Rumex acetosella , Lin., ha le ra-dici vivaci, gli steli alle volte dritti, alle volte anche in-clinali verso la loro base, gracili, cannellati ; le foglietutte picciolate, lanceolate, astate, polpose, lisce ; i fioridioici, biancastri, disposti a spighe riunite all’ estremitàdegli steli e dei pedicciuoli ascellari. Essa cresce abbon-dantissimamente nei terreni sabbiosi, nei campi ed altriluoghi coltivati : essa è più acida della jy ecedeate, e me-no gustata dagli animali ; quantunque le pecore ne sianoghiotte, per cui nominata viene acetosa di pecora in alcu-ni paesi. Qualche volta non sorge più di tre pollici, qual-che volta più d’un piede: in certi luoghi io la a idi tan-to abbondante, che opprimeva i cereali, fra i quali eraseminala. Le arature non possono distruggerla, perchè inqualunque posizione si trovino le sue radici, gettano sem-pre -, per potersene disfare, non v’ è altro mezzo, che met-tere nei campi, infestati da questa pianta, delle altre pian-te, che domandano in estate un ricalzamento, come i po-mi di terra, i fagiuoli, ec., o seminandoli a prati. Essa